Putin chiama alle armi anche i condannati per reati gravi

Da ora, con qualche eccezione, anche i criminali con una condanna non estinta per reati gravi potranno partecipare alla mobilitazione militare parziale voluta dal presidente russo Vladimir Putin per dare una svolta alla guerra in Ucraina. Oltre alla grazia dopo sei mesi di servizio, il contratto prevede un risarcimento alle famiglie in caso di morte durante il conflitto.

La legge sospende il divieto di arruolamento disposto dalla legge russa, ma quanto previstp dal nuovo decreto non si applicherà a chi si è reso responsabile di alcuni gravi reati previsti dal codice penale, come tradimento, spionaggio, presa del potere violenta, ribellione armata, attività estremiste, incitamento all’odio o all’inimicizia, terrorismo e reati di matrice sessuale nei confronti di minori. La deroga vale anche per i condannati per manipolazione illegale di materiali nucleari e sostanze radioattive, per il loro furto o estorsione e per aggressione a persone o istituzioni che godono di protezione internazionale.

La narrativa sull'espansionismo dell'Occidente

Lo stesso Putin intanto si è detto entusiasta per le 318 mila nuove reclute raggiunte da settembre. Un risultato superiore alle aspettative grazie alla risposta di molti volontari, spinti a rispondere alla chiamata alle armi per reagire alle mire espansionistiche dell'occidente. In un discorso davanti ai leader civili e religiosi, il presidente russo è tronato a parlare del progetto della Polonia di annettere l'Ucraina, un'aspirazione che Varsavia non ha abbandonato con la fine della Seconda guerra mondiale.

"I paesi occidentali cercano di cancellare la nostra cultura, criticandola per il suo 'tradizionalismo' e per il fatto che fa appello alle “qualità fondamentali dell'anima umana", ha affermato il patriarca russo Kirill. "La cultura russa - ha detto ancora Kirill durante una cerimonia religiosa per la giornata dell'unità nazionale - ha varcato da molto tempo i confini nazionali, diventando parte integrante della comune eredità di tutta l'umanità”.

Sul campo di battaglia le autorità ucraine riportano la caduta di missili russi S-300 nel distretto di Vilniansk, nella regione di Zaporizhzhia. Quattro missili Himars, forniti a Kiev dagli Stati Uniti, sono stati lanciati contro Svatovo, nella "Repubblica popolare" di Luhansk. La verifica di morti e feriti è ancora in corso.