Putin, no limits. Riforma della Costituzione, lo zar può regnare fino al 2036

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Vladimir Putin (Photo: )
Vladimir Putin (Photo: )

Vladimir il perpetuo, Putin per sempre. La Duma, Camera bassa del Parlamento russo, ha approvato in seconda lettura l’emendamento costituzionale proposto negli ultimi mesi: il presidente potrà governare a vita. La storia a Mosca non vuole deviare.

Putin il sempiterno. Adesso nessun tetto di mandati precedenti gli vieta di ricandidarsi nel 2024, unico limite di tempo per la permanenza al potere dei leader russi rimane però quello di due mandati consecutivi. Ma per il tempo passato al vertice della piramide per il presidente adesso c’è una perezagruska, un azzeramento, un reset.

Una svolta più radicale di quella promessa nel discorso fiume di gennaio scorso, a cui seguirono le dimissioni dell’ex presidente e premier Dimitry Medvedev. Putin potrà pareggiare i conti di permanenza al potere con Josip Stalin, l’unico che prima di lui è rimasto alla testa dello Stato più esteso del mondo.

La tombola dei numeri dell’approvazione: favorevoli in quasi 400, 44 astenuti e zero contro. Questi emendamenti gli concedono di sedere sullo scranno più alto della Federazione fino al 2036, quando compirà 83 anni, la stessa età della deputata che ha promosso l’iniziativa legislativa. A proporre la modifica che gli garantisce la rielezione è stata la donna delle stelle, la prima cosmonauta sovietica della storia ad aver viaggiato nello spazio, Valentina Tereshkova, sua fedele alleata.

Tutto è compiuto in nome della “stabil’nost”, la stabilità, parola pronunciata dal presidente e dai membri del suo partito, Russia Unita, a reti unificate, alle tv e media del Cremlino. Al testo dello Stato, emendato quattro volte dal 1993, manca ancora la conferma formale della Corte Costituzionale russa, che però non si è mai opposta ai cambiamenti in passato. Putin poi firmerà le modifiche alle norme legislative il prossimo 18 marzo, il giorno del sesto anniversario dell’annessione della Crimea della discordia, riconquistata nel 2014, primo anno di guerra in Donbas, Ucraina. Altre coincidenze oblique sul calendario slavo: il referendum popolare, necessario per procedere al cambiamento costituzionale, è invece previsto per il 22 aprile, il giorno del compleanno di Lenin.

Il dissenso contro il Cremlino nell’era del Covid-19. Le proteste dell’opposizione indignata sono state vietate insieme ad ogni altra aggregazione, politica e non, che riunisce le oltre le 5mila persone a causa del rischio contagio Corona virus.

Dio, Crimea, nazione. Il placet del presidente è stato ricevuto per la richiesta della Chiesa ortodossa: Dio rientrerà ufficialmente nel nuovo testo della Costituzione russa, che vieterà il matrimonio tra persone dello stesso sesso. La memoria, la storia e la geografia: i russi, definiti “gruppo etnico”, dovranno sempre ricordare l’eroico sacrificio compiuto durante la Seconda guerra mondiale e per nessun leader che governerà sulla Federazione sarà possibile cedere mai la Crimea ad altri Stati in futuro.

Putin l’insostituibile, Putin il padre della patria. La storia russa che ha battezzato Pietro il grande e Ivan il terribile non sappiamo ancora che nome darà alla spia del Kgb che ha conquistato il potere nel 1999 senza perderlo veramente mai, nemmeno durante crisi nazionali, crollo del rublo e retromarce geopolitiche. Il cerchio di uomini che lo circonda come un cordone protettivo ne mantiene intatta l’autorità, fossilizzato ed inseparabile dalla sua aura, quanto lo è la Russia più remota, che nemmeno durante le emergenze nazionali lo ha mai mortificato alle urne e nei sondaggi.

Putin l’eterno, ma non immortale. L’ultimo miglio, si sa, è sempre il più lungo. Compito del presidente è garantire “stabilità e sviluppo evolutivo del Paese, la Russia ha esaurito le sue rivoluzioni” ha detto Vladimir Vladimirovich dopo che le modifiche sono state approvate. Non paventa ipotesi di ricandidatura ma promette benefici nel futuro prossimo: “Faremo cose buone fino al 2024, poi vedremo”. Putin sa. “Non ho dubbi che verrà il giorno in cui il potere supremo in Russia non sarà personalizzato” ha chiosato, ma un uomo solo regna al momento perché “è dove ci ha portato oggi la Storia e noi non possiamo non tenerne conto”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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