Putin dichiara stato di emergenza per petrolio nell'Artico

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Roma, 3 giu. (askanews) - Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato lo stato di emergenza e convocato il Ceo di una filiale del gigante minerario Norilsk Nickel dopo una grave perdita di carburante in un fiume artico. Uno dei serbatoi diesel di una centrale termoelettrica è crollato venerdì, causando la fuoriuscita di oltre 20.000 tonnellate di petrolio vicino alla città artica di Norilsk.

I funzionari dello stabilimento, che appartiene a NTEK, una filiale di Norilsk Nickel, sono stati lenti a rispondere e ad agire per limitare l'inquinamento, secondo quanto riferito da alti funzionari in una videoconferenza a Putin, che ha poi convocato il numero uno di NTEK, Sergey Lipin. "Perché le agenzie governative sono state informate solo due giorni dopo il fatto? Dobbiamo essere informati sulle emergenze dai social media?", ha chiesto Vladimir Putin, citato dall'Afp. "Sta bene con la testa?", ha continuato, rivolgendosi a Lipin.

Il governatore della regione di Krasnojarsk, Alexander Ouss, ha dichiarato di non aver appreso "la vera portata della situazione" fino a domenica ", dopo notizie allarmanti sui social media". NTEK, tuttavia, ha negato di aver reagito in ritardo. Putin ha anche affermato che è necessario dichiarare lo stato di emergenza a livello nazionale per mobilitare più risorse per limitare il danno. Il comitato investigativo russo ha annunciato l'apertura di tre indagini penali e l'arresto di un dipendente di una centrale termica