Putin firma la legge contro i giornalisti: saranno “agenti stranieri”

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Nuovo attacco alla stampa in Russia, dopo che il presidente Vladimir Putin ha firmato una legge che consente di dichiarare giornalisti e blogger come “agenti stranieri“. La nuova norma permetterà di etichettare con la dicitura che l’Urss utilizzava per le spie non più solo le persone giuridiche ma anche le persone fisiche che lavorano con i media. La decisione è stata descritta da diversi esponenti del mondo della stampa e attivisti per i diritti umani come una tattica per arginare ulteriormente le critiche al governo di Putin. Inutile si è rivelata la lettera aperta con cui oltre 60 importanti giornalisti, scrittori e attivisti avevano esortato il presidente Putin a non firmare la legge.

Legge di Putin contro giornalisti stranieri

Nella lettera aperta scritta al numero uno del Cremlino si legge come “l’etichetta di agente straniero scredita una persona agli occhi dei suoi concittadini e denigra la sua dignità nonostante il fatto che non abbia fatto nulla di sbagliato o illegale e non abbia eseguito la volontà di alcun datore di lavoro straniero”. La legge russa sugli agenti stranieri fu varata dopo le grandi proteste anti-Putin risalente a sette anni prima, nel 2012, e che aveva come obiettivo le Ong. La stessa legge è stata poi sottoposta a revisioni nel 2017, quando nella lista degli agenti stranieri entrarono a far parte anche le testate giornalistiche.

Nella lista erano già finite testate come Radio Free Europe e Voice of America, rispettivamente finanziati dal Congresso statunitense. Secondo quanto riportato dalla classifica di Reporter sans frontier sulla libertà di stampa nel mondo, la Russia si trova al 149esimo posto su 180.