QAnon prova a rifarsi l’immagine con le brave mamme complottiste

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WASHINGTON,DC-July4: Qanon supporters wait for the military flyover at the World War II Memorial during 4th of July celebrations in Washington, DC. (Photo by Evelyn Hockstein/For The Washington Post via Getty Images) (Photo: The Washington Post via Getty Images)
WASHINGTON,DC-July4: Qanon supporters wait for the military flyover at the World War II Memorial during 4th of July celebrations in Washington, DC. (Photo by Evelyn Hockstein/For The Washington Post via Getty Images) (Photo: The Washington Post via Getty Images)

Un anno fa i QAnon assaltavano il Campidoglio degli Stati Uniti con armi e baionette. Prima della pandemia erano considerati un fenomeno di costume del quale ridere. Ridere delle loro stranezze, delle loro idee fantascientifiche, di come si vestono. Dopo il 6 gennaio 2021, dopo l’assalto a Capitol Hill guidato dallo sciamano con copricapo di bisonte, dopo cinque morti e decine di feriti, sono stati presi sul serio.

In un anno sono state accusate 725 persone. 225 per aggressione, 75 per aver usato un’arma contro agenti di polizia. 10 per aver aggredito giornalisti o distrutto le loro attrezzature. 640 di essere entrate in un edificio federale. Finora 70 imputati hanno ricevuto una sentenza da un giudice. Di questi, 31 sono stati messi in carcere. La pena più lunga che è stata assegnata è di 5 anni.

A Jenna Ryan è andata meglio. Due mesi. Pensava che non sarebbe mai stata arrestata. Ryan a marzo ha dichiarato su Twitter che non avrebbe dovuto affrontare nessuna conseguenza dopo l’insurrezione: “Sicuramente non andrò in prigione. Scusa, ho i capelli biondi, la pelle bianca, un ottimo lavoro, un grande futuro e non andrò in prigione”.

Si sbagliava. Ha passato il Natale in carcere. “Tesoro, cosa succederà: mi tradirai quando andrò in prigione?” chiede in un video di 11 secondi pubblicato sulla pagina Instagram del marito. “No”, risponde prima di darle un bacio a bocca spalancata.

L’agente immobiliare di Frisco ha attirato l’attenzione dei media internazionali dopo aver volato su un jet privato a Washington, dove si è filmata mentre faceva irruzione a Capitol Hill durante una live su Facebook. Ha posato per delle foto davanti a una finestra rotta e l’ha descritta come una delle giornate più belle della sua vita.

Su TikTok ha parlato della sua daily routine dietro le sbarre. Ryan ha grandi progetti per il suo tempo in prigione. Nei video pubblicati sul suo account prima di essere incarcerata ha detto che non vedeva l’ora di essere rinchiusa per fare molto yoga. Ha anche detto che vorrebbe perdere trenta chili grazie a un nuovo regime di allenamento e dieta, senza alcol e cibo spazzatura. Pensava che in carcere le avrebbero servito shake energizzanti e ipocalorici. Forse si sbagliava sul servizio di catering della prigione.

Instagram e TikTok sono i luoghi dove molte donne QAnon condividono le loro idee su vaccini, mascherine, bambini rapiti e picnic. Jenna Ryan è una di queste. Le sezioni dei commenti delle influencer su Instagram e le live sono alcuni dei luoghi in cui la loro ideologia è diffusa e resa più appetibile per un pubblico mainstream.

Dopo l’assalto a Capitol Hill, i QAnon sono stati chiamati terroristi e trattati come tali. Anche per questo, nei mesi successivi, hanno iniziato il loro rebranding che consiste nel mettere al centro della loro campagna le donne. Donne che devono proteggere i bambini. Una delle loro credenze più forti è che un gruppo di celebrità di Hollywood e politici liberali, da Bill Gates a Madonna, sono élite perverse che continuano a rapire bambini rinchiudendoli in prigioni sotterranee dove li stuprano e, dopo rituali satanisti, si nutrono del loro sangue ricco di una sostanza chiamata adrenocromo per restare giovani in eterno. Con la missione di salvare i bambini, QAnon riesce a mettere in secondo piano i suoi aspetti più sgradevoli: la misoginia, il razzismo, l’antisemitismo, l’omofobia.

Ciara Chanel Self, una designer d’interni con sede a Dallas, in Texas, è solo una delle tante mamme influencer che hanno appoggiato la teoria della cospirazione, promuovendola insieme a consigli per la decorazione dei capelli, torte di compleanno minimaliste e foto di bambini con le fossette sulle ginocchia. Anche Jalynn Schroeder, un’importante influencer con oltre 100 mila follower, ha parlato del suo “risveglio” dopo aver ascoltato la parola di Q. È contraddittorio e può dare fastidio agli occhi. ma milioni di mamme postano foto dei loro figli, delle loro case, di quello che indossano, asili nido e tramonti mixati a post dall’estetica QAnon: mondo avvolto dalle fiamme, uomini incappucciati e bambini uccisi.

Le donne sono diventate il volto di Q, le loro testimonial. Apprezzano il credo di QAnon, sono fedeli a questa specie di religione e ai suoi precetti. Dicono sui social che almeno è “qualcosa in cui credere, qualcosa da sognare e per cui lottare”. Perfino sette sataniche, uccelli drone, democratici vampiri, palazzi della tortura fantascientifici, a volte, possono essere meglio della realtà.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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