Qatar, la sfida dei vivai nel deserto per gli stadi dei mondiali

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Qatar, la sfida dei vivai nel deserto per gli stadi dei mondiali
Qatar, la sfida dei vivai nel deserto per gli stadi dei mondiali

Milano, 11 feb. (askanews) – Far crescere dei prati d’erba nel deserto. Ma anche alberi e piante. E’ una delle tante sfide del Qatar in vista dei mondiali di calcio del 2022. Regione brulla e rocciosa, con una temperatura che può raggiungere i 50 gradi in estate, l’emirato del Golfo Persico è ricco di giacimenti petroliferi e di gas naturale, ma scarseggia di acqua.

Nonostante questo, negli ultimi cinque anni sono stati trasformati più di 800.000 metri quadrati di deserto in un gigantesco vivaio per rifornire i campi di calcio della Coppa del Mondo.

“Questo vivaio a nord di Doha rifornisce di erba gli stadi, ma anche tutto il resto: piante, alberi, arbusti, terreno”, ha spiegato Yasser Abdallah Al-Mulla, manager di SC Tree and Turf, l’impresa che gestisce il vivaio nel deserto.

“Per noi è una sfida, perché qui il clima è secco e desertico. Servirà per la manifestazione, ma sarà anche una eredità per qualsiasi progetto paesaggistico futuro”, ha aggiunto.

Per la coltivazione sono utilizzati ogni giorno 5mila metri cubi di acqua che è riciclata da uno degli impianti di trattamento delle acque reflue del paese. Quando è pronto la parte superficiale di manto erboso coltivata viene tagliata e portata negli stadi. Poi inizia la fase della ricrescita. Il prato rispetta gli standard richiesti dalla Fifa per gli stadi dei mondiali. Ma è una erba polivalente che servirà anche per cambiare il paesaggio dell’emirato.