Qatargate, via libera giudici Brescia a consegna Silvia Panzeri al Belgio

Una statua davanti la corte d'appello di Brescia

di Emilio Parodi

BRESCIA (Reuters) - La Corte d'appello di Brescia ha disposto la consegna al Belgio di Silvia Panzeri, figlia dell'ex eurodeputato Pier Antonio Panzeri, al centro dell'inchiesta Qatargate.

La decisione è arrivata nell'udienza che si è tenuta oggi dopo due rinvii per la mancanza di informazioni richieste dai legali della donna sullo stato delle prigioni in Belgio alla luce di alcune presunte criticità, tra cui il sovraffollamento.

Il via libera al trasferimento è stato dato per rispetto del principio di reciproca fiducia tra Stati europei "non tenendo però in considerazione le insufficienze della risposta belga, come sostenuto da questa difesa", spiega Angelo De Riso, uno degli avvocati di Panzeri.

"Secondo la Corte, la signora andrà nel carcere belga di Haren, che secondo la corte è meno afflittivo del carcere principale di Bruxelles di St.Gilles", ha aggiunto De Riso.

La difesa ha cinque giorni per fare ricorso in Cassazione e valuterà se ricorrere quando avrà letto le motivazioni della sentenza.

"La Corte d'appello ha ritenuto che gli indizi contenuti nella convalida dell'ordine d'arresto europeo sono ancora esistenti", ha detto De Riso.

La sentenza odierna ricalca quella già presa da un'altra sezione lo scorso 19 dicembre per Maria Dolores Colleon, moglie di Pier Antonio Panzeri e madre di Silvia, ancora in Italia in attesa del parere definitivo della Cassazione il prossimo 31 gennaio.

Entrambe indagate dalla Procura di Bruxelles, Colleoni e Silvia Panzeri sono agli arresti domiciliari dallo scorso 10 dicembre in applicazione di un ordine d'arresto europeo (Mae), con le ipotesi di reato di corruzione, riciclaggio e associazione per delinquere per fatti commessi dal 1 gennaio 2021 all'8 dicembre 2022.

(In redazione Andrea Mandalà, editing Stefano Bernabei)