Quadrante: Kiev, i russi puntano alle aree Zaporizhzhia e Kharkiv

ARIS MESSINIS / AFP

AGI - I russi stanno rafforzando le posizioni nelle aree di Zaporizhzhia e Kharkiv. Lo ha riferito il ministero della Difesa di Kiev, mentre secondo il governatore dell'oblast di Lugansk le forze armate ucraine potrebbero essere costrette a ritirarsi da Severodonetsk, città strategica per il controllo del Donbass.

Sergiy Gaiday ha però confermato di non voler rinunciare alla città. Severodonetsk e Lysychansk, separate da un fiume, sono le ultime aree ancora sotto il controllo ucraino nell'oblast di Lugansk.

Pochi giorni fa, la conquista di Severodonetsk da parte delle truppe di Mosca sembrava prossima, ma poi le forze ucraine hanno lanciato contrattacchi riuscendo a frenare l'avanzata di Mosca.

Kiev ha rilevato che nella direzione di Zaporizhzhia, che i russi controllano per circa il 60%, sono state aumentate le postazioni di artiglieria, così come è stata rafforzata la presenza di truppe in direzione di Kharkiv, con l'obiettivo di impedire che gli ucraini riconquistino i territori occupati vicino al confine con la Russia; sempre a tal fine, le posizioni ucraine nella regione di Kharkiv sono soggette a continui bombardamenti.

Nel frattempo, il Cremlino ha riferito che le truppe ucraine sono state gravemente decimate e stanno resistendo solo trincerate nelle aree industriali della città.

Per l'intelligence militare britannica, "la Russia continua a tentare assalti contro la sacca di Severdonetsk da tre direzioni, ma la difesa ucraina regge. Ed è improbabile che una delle due parti abbia guadagnato terreno significativo nelle ultime 24 ore".

Intanto, secondo l'agenzia russa Tass, più di 1.000 prigionieri ucraini detenuti dall'esercito russo dopo la resa all'acciaieria Azovstal a Mariupol, sono stati trasferiti in Russia per indagini. Secondo l'agenzia, "le forze dell'ordine stanno lavorando a stretto contatto" con i detenuti.

La fonte ha aggiunto che le autorità hanno in programma di aumentare il numero di prigionieri trasferiti in Russia "al termine degli interrogatori"; e ha sottolineato che a Mosca ci sono già più di 100 detenuti, "tra i quali mercenari stranieri che si sono arresi a Mariupol".

Secondo quanto riferito dal comando militare russo il 20 maggio scorso, dalle strutture delle acciaierie in cui si erano trincerati per più di due mesi uscirono più di 2.400 soldati ucraini, molti dei quali membri del battaglione nazionalista Azov.

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