Qual è il posto più sicuro in aereo?

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La risposta alla domanda potrebbe essere: “tutti”. L’aereo, infatti, resta il mezzo più sicuro su cui viaggiare. Può sembrare bizzarro pensarlo quando si è a 8000 metri di altitudine sopra un oceano, ma tant’è: le statistiche sui rischi di non sopravvivere a un volo parlano chiaro, e dicono che quel rischio pari a uno su 13, 2 milioni. In percentuale, è lo 0,000008%.

La cronaca, però, ci ricorda che ogni tanto qualche incidente accade. In quel caso, quindi, qual è il posto più sicuro nel quale sedere? In realtà una risposta univoca non esiste. Troppi fattori incidono nel definire la dinamica di un incidente: un atterraggio in acqua ha conseguenze diverse da uno in pista, così come il modo in cui si perde quota ha una propria rilevanza.

Le compagnie aeree e gli uffici pubblici sull’aviazione civile o militare non hanno mai affrontato il problema con uno studio statistico. L’hanno fatto, invece, due media americani. Uno di settore, Popular Mechanich; l’altro mainstream, il Time.

Il primo, nel 2007, ha analizzato i dati degli incidenti accaduti negli Stati Uniti nel 1971, e ha concluso che è sempre meglio sedersi in coda, dietro l’ala. Qui la possibilità di sopravvivere è del 69%, contro il 49 di chi siede nelle prime file.

Il Time ha ripreso l’argomento nel 2015, concentrandosi su 17 incidenti avvenuti dal 1985 in avanti, per i quali si disponeva dei dati sui posti a sedere dei morti e dei sopravvissuti. La statistica assegna il 32% di mortalità per chi sedeva nella parte posteriore: una percentuale molto minore rispetto a quella relativa a chi sedeva davanti.

Pensateci, la prossima volta che sceglierete il posto su un volo.