Qualche grande elettore ha rispettato la tradizione di indicare Capi dello Stato “atipici”

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Amadeus "Capo dello Sato", almeno per un grande elettore
Amadeus "Capo dello Sato", almeno per un grande elettore

Da Sanremo al Colle, sarebbe questo il senso dell’elenco di tutti i nomi più strani scritti sulle schede del Quirinale durante la votazione del 24 gennaio, nomi che vanno appunto da Amadeus (scelto per la terza volta per condurre il Festival) a Signorini secondo la consolidata abitudine che porta qualche grande elettore ad indicare Capi dello Stato “atipici” pescati dal mainstream durante le chiame a vuoto.

I nomi più strani della chiama del 24 gennaio al Quirinale, una tradizione con tanti precedenti anche “velenosi”

D’altronde, come raccontato dall’ex ministro Cirino Pomicino, con l’elezione di Giovanni Leone andò molto peggio, dato che qualcuno scrisse, secondo Pomicino riferendosi al papabile Forlani “non lo avrai mai, nano maledetto”. E anche a questa tornata i nomi ci sono stati e come: da Amedeo Sebastiani, in arte Amadeus allo stesso Bruno Vespa, la votazione del 24 gennaio è stata un florilegio di opzioni improbabili.

Da Lotito a Dino Zoff passando per Barbero e Cruciani: ecco i nomi più strani fatti per il Quirinale

Lo scopo tecnico era evitare la scheda bianca e dare magari una indicazione “biancazzurra” come quella del patron della Lazio Lotito. Non sono mancati i nomi di pregio ma presi in prestito dalla televisione come Piero ed Alberto Angela, poi il direttore di “Chi” e conduttore del Grande Fratello Alfonso Signorini e lo storico Alessandro Barbero. E dulcis in fundo il conduttore de “La zanzara”, Giuseppe Cruciani. Senza dimenticare il voto a Dino Zoff, indimenticato portiere della Nazionale campione del mondo 1982.

Cruciani sui nomi più strani per il Quirinale: “Alle prime chiamate si gioca un po’, ho buttato il sasso”

E Cruciani ha voluto commentare così la sua indicazione ad AdnKronos: “Goliardia. Alle prime chiamate si gioca un pò. Ho buttato il mio nome con qualche amico che ho in Parlamento. Diciamo che sono stato io a lanciare il sasso”. E ancora: “Non ho fatto campagna elettorale per il Colle diversamente da altri. Qualcuno si è divertito e forse mi stima e mi ha votato”.

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