Quale di queste 16 personalità sei? Il test di Myers-Briggs vale 20 milioni di dollari l'anno

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- (Photo: badproject via Getty Images/iStockphoto)
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Si chiama Myers-Briggs Type Indicator (MBTI) ed è un test della personalità che prevede 16 possibili combinazioni. Basandosi sulle teorie dello psichiatra Carl Jung, il test sostiene che tutti nasciamo con una preferenza per l’estroversione o l’introversione, l’intuizione o la percezione, il pensiero o il sentimento e il giudizio o la percezione.

Fautrici dell’indicatore furono Katharine Cook Briggs e sua figlia Isabel Briggs Myers, che cominciarono a pensare all’indicatore durante la seconda guerra mondiale con l’intento di aiutare le donne, che stavano entrando per la prima volta nel mondo dell’industria per sopperire alla mancanza di operai uomini all’epoca impegnati in guerra. Il questionario iniziale raggiunse la sua forma definitiva nel 1962, anno in cui fu pubblicato.

“Ritenuti ‘astrologia per uomini d’affari’ da alcuni, elogiati come salvavita da altri, i test della personalità sono un ‘trampolino di lancio’ per le persone che vogliono capire chi sono”, scrive il Guardian. Come riporta la testata britannica, ad oggi l’MBTI genera alla Myers-Briggs Company circa 20 milioni di dollari all’anno da istituzioni pubbliche e private, militari e università, enti di beneficenza, squadre sportive e aziende che ne fanno uso.

Al di là di questi ambiti, la teoria della personalità di Myers-Briggs è stata abbracciata dagli appassionati come un hobby, persino come uno stile di vita. Il test MBTI si basa su 4 dicotomie: Estroversione (E) – (I) Introversione; Sensitività (S) – (N) Intuizione; Ragionamento (T) – (F) Sentimento; Giudizio (J) – (P) Percezione. In base alla combinazione dei punteggi ottenuti su ogni scala viene elaborato un tipo di personalità risultante fra le sedici combinazioni possibili.

“Circa 50 milioni di persone hanno usato l’MBTI dagli anni Sessanta e 2 milioni continuano a farlo ogni anno. Perché l’idea che ci siano solo 16 tipi di personalità è ancora così seducente?”, si domanda la testata britannica. Quello che Briggs Myers aveva capito, sostiene la saggista e accademica Merve Emre, è che il sistema lavorativo sarebbe più efficace se avesse mostrato a tutti di essere bravi in ​​qualcosa. “Ha intuito che avrebbe prodotto una maggiore produttività e avrebbe convinto i lavoratori a legarsi al loro lavoro liberamente e volentieri”.

Per la professoressa Emre il test risponde “al desiderio non solo di conoscere te stesso, ma di essere in grado di esprimerti alle persone in una lingua che condividi”. Quando, per esempio, “abbiamo detto di essere entrambi personalità ENTJ, abbiamo capito immediatamente cosa significasse, e sono sicuro che entrambi abbiamo anche immaginato di avere un’idea dell’altra persona: è una fantasia incredibilmente potente”, aggiunge.

Il Guardian sottolinea però che il test “non ha basi nella psicologia clinica. Analizza le persone attraverso falsi binari, quando la maggior parte di noi cade da qualche parte lungo uno spettro; e produce risultati incoerenti e imprecisi”. La Myers-Briggs Company difende strenuamente l’affidabilità e validità del test ma John Hackston, tra i membri al vertice della Myers-Briggs Company, afferma che non fornisce un quadro completo della personalità. “Si tratta di un trampolino di lancio per le persone che iniziano a pensare a chi sono loro e anche a chi sono le altre persone”, sottolinea.

Soprattutto, l’MBTI non ha lo scopo di prevedere comportamenti o prestazioni lavorative, afferma Hackston al Guardian: tutti possiamo agire contro le nostre preferenze innate, o agire in base a idee non dominanti. Pertanto, la Myers-Briggs Company sconsiglia l’uso del proprio questionario per il reclutamento o la selezione del personale.

“Come qualsiasi strumento potente, può essere utilizzato in modo improprio”, afferma. E ancora: “Facciamo del nostro meglio per assicurarci che non sia così... ma una volta che le persone scoprono il proprio tipo di personalità, è molto allettante interpretare il mondo intero in questi termini”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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