Quale futuro per il mercato del vino?

(Adnkronos) - All’inizio del 2022 il Gérard Basset Global Fine Wine Report 2022 - prodotto dalla Gérard Basset Foundation - ha raccolto i punti di vista di 943 tra i principali attori del mercato globale dei fine wines - tra cui 56 Master of Wine, 32 Master Sommelier, 72 Advanced Sommelier e 250 titolari di diploma WSET - sulle loro previsioni per l’anno in corso per i vini di pregio, le risposte sono state ottimistiche: il 60% di loro ha infatti affermato che le prospettive erano positive, mentre il 30% le ha definite "molto positive", solo il 4% ha optato per una prospettiva negativa, mentre il 6% si è dichiarato neutrale.

Un punto fondamentale da tenere presente rispetto a questi dati è che sono stati raccolti ad inizio anno, prima dunque degli sconvolgimenti geopolitici che hanno causato una crisi di portata mondiale, prima che il riscaldamento globale e la crisi energetica facessero tremare i mercati europei, in un momento dunque in cui ancora la generale fiducia della ripresa economica post pandemica prometteva slanci molto più incisivi di quelli che poi ci sono stati in realtà.

Tuttavia tornando all’oggi i dati per il mondo dei fine wines sono confortanti e i lievissimi ribassi intravisti in estate non ne hanno fermato la crescita, come confermano i dati Liv-ex 100 – l’indice che monitora l’andamento dei prezzi dei 100 dei vini pregiati più ricercati sul mercato secondario – che negli ultimi due anni è cresciuto addirittura del 36,7%, conoscendo solamente una lievissima flessione dello 0,3% a luglio di quest’anno, prima di ricominciare la sua salita ad agosto e settembre, una flessione che ha solo evidenziato ulteriormente il fatto che questo segmento del mercato del vino non è scalfito dalle crisi che si sono abbattute e si stanno abbattendo su altri comparti del mercato.

A fronte di questo però ci sono altri dati proveniente dai mercati vitivinicoli: negli Stati Uniti, il mercato del vino più grande del mondo, l'Industry Sentiment Index della Silicon Valley Bank ha subito un brusco calo questo mese, scendendo da -2,08% dello scorso anno a -15,76% di oggi. Rabobank suggerisce un "ammorbidimento" nel mercato globale dei superpremium nel 2023, Jamie Dimon, CEO di JP Morgan, prevede una recessione negli Stati Uniti nel prossimo anno.

E dunque? Che cosa aspettarsi per il futuro? Difficile stabilirlo con certezza assoluta.

D’altra parte gli scorsi due anni ci hanno ricordato che le previsioni per quanto solide e radicate possono essere sconvolte in qualunque momento da fattori imprevisti ed imprevedibili. La riflessione che però si porta avanti sul portale Wine Searcher è interessante: quello che emerge in maniera alquanto netta in queste settimane è la scissione dei due segmenti di mercato, consumo e fine wines, che sembrano procedere su binari differenti e non più così paralleli e serve prendere atto di questa dicotomia che si sta affermando nel mondo del vino e che potrebbe continuare ad allargare la sua forbice da qui ai prossimi mesi disegnando due scenari radicalmente opposti: da una parte i vini di pregio, diventati sempre di più un bene rifugio, un interessante investimento in tempi economicamente instabili, che non solo non dovrebbero subire contraccolpi, ma che potrebbero persino trarre giovamento dalle crisi attuali per una ulteriore crescita. Dall’altro il mercato dei vini di consumo, in cui invece una contrazione sembra sempre più probabile e destinata a creare non pochi grattacapi a livello mondiale. Adnkronos - Vendemmie