Quale strategia per arginare Salvini? Il dilemma che agita il M5s

giovanni lamberti

Si terrà domani sera a Montecitorio l'assemblea dei gruppi parlamentari M5s alla presenza del vicepremier Luigi Di Maio. Sarà l'occasione sia per fare il punto sull'alleanza con la Lega che sulla riorganizzazione del Movimento. Tuttavia pesa ancora il voto di ieri sul dl sicurezza bis a palazzo Madama. E cresce il malessere per la strategia d'attacco che Salvini sta continuando a portare avanti.

Al di là delle proteste della base, anche tra deputati e i senatori si sottolinea la necessità di un cambio di passo. Il malessere è soprattutto al Senato. Questa mattina nella riunione di gruppo sono stati più di venti gli interventi. "Non possiamo subire così dalla Lega", il 'refrain' generale. Ogni volta ingoiamo il rospo e diciamo che è l'ultimo ma domani dovremo digerire anche il sì alla Tav, ha sottolineato Gianluigi Paragone. Ancora più 'tranchant' è stato - secondo quanto viene riferito - il pentastellato Dino Giarrusso: occorre cambiare le cose che non vanno, altrimenti - il senso del suo discorso - non si va da nessuna parte.

Un documento per il capo politico

Tra le idee sul tavolo, sempre secondo quanto viene riferito da fonti parlamentari, c'è quella di un documento da portare all'attenzione di Di Maio. Per chiedere a partire da settembre l'avvio di una strategia diversa e la costituzione di una struttura che sia in grado di controbattere all'organizzazione del partito di via Bellerio.

Qualcuno - viene ancora riferito - non ha risparmiato critiche al vicepremier M5s ma il tenore degli interventi - stando alle stesse fonti - è stato legato più che altro alla necessità che il governo concordi con i gruppi i decreti e i provvedimenti che arrivano in Parlamento. La richiesta dunque è quella di una maggiore partecipazione. C'è anche chi ha chiesto l'espulsione di Elena Fattori, mentre per esempio il senatore Ugo Grassi ha rimarcato la necessità di non criminalizzare chi ha deciso di non votare ieri il dl sicurezza bis. È intervenuto pure il senatore Matteo Mantero che ha spiegato le ragioni per le quali lui e altri 4 pentastellati non hanno partecipato al voto sul dl sicurezza bis. 

L'idea del documento da consegnare al capo politico M5s è stata appoggiata da molti presenti alla riunione. Non possiamo permettere sempre che vengano stravolti i nostri valori, ha insisito Paragone. Nessun affondo nei confronti del capogruppo Stefano Patuanelli che ha mediato con i dissidenti sul provvedimento ma l'intenzione - viene rimarcato - è quella di contrastare quella che viene definita la 'propaganda' salviniana.

"Ieri Salvini ha ringraziato la Vergine Maria e nonostante il sì dell'Aula oggi ha continuato ad attaccarci", si lamenta un senatore. "Io - ha affermato oggi Salvini - tornerò a chiedere il voto degli italiani se dovessi avere certezza che le strade di Lega e M5S sono ormai troppo diverse su temi come lavoro, energia, scuola. Per la Lega non ho mai chiesto mezza poltrona in piu'".

L'ombra del rimpasto

Ma l'argomento rimpasto potrebbe essere rispolverato a settembre, anche se il timore di molti pentastellati è che Salvini possa rivendicare per la Lega i ministeri delle Infastrutture e della Difesa. "Per portare definitivamente a compimento i suoi disegni sull'immigrazione", ipotizza un deputato M5s.

La prova del nove nell'alleanza giallo-verde non ci sarà tanto oggi (anche se molti pentastellati non nascondono le perplessità su alcuni punti della riforma della Sport targata Giancarlo Giorgetti), quanto domani mattina. Al Senato è previsto il voto sulle mozioni sulla Tav. E la Lega ha già fatto sapere che voterà tutte quelle a favore della Torino-Lione, compresa quella del Pd.