In quali Paesi si può viaggiare con il Green pass?

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(Photo: SOPA Images SOPA Images/LightRocket via Gett)
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Mentre la Francia sconsiglia alla popolazione i viaggi verso Spagna e Portogallo, a causa del diffondersi della variante Delta, è lecito chiedersi verso quali Paesi europei sia possibile andare con il nostro Green pass. Il certificato facilita gli spostamenti evitando a chi lo presenta di doversi sottoporre alla quarantena o a un tampone all’arrivo. Di fatto però ogni Stato può definire le proprie regole, per esempio la necessità solo della prima dose di vaccino o anche della seconda.

Consultare il sito “Viaggiare sicuri” della Farnesina

Prima di mettersi in viaggio è bene consultare il portale del Ministero degli Affari Esteri “Viaggiare sicuri” perché ogni Paese può cambiare le regole in corsa, in base alla situazione vigente dei contagi. Sul sito sono elencati i Paesi nei quali ci si può spostare senza restrizioni e quelli per i quali bisogna osservare precise regole. Al momento è possibile compilare un breve questionario: il portale ci chiede il luogo in cui vogliamo spostarci (o se vogliamo rientrare in Italia) e la motivazione (motivi di lavoro, salute, turismo, etc). Una volta inseriti i dati, ci dirà se lo spostamento è consentito o meno.

I Paesi sono divisi in lista A, B e C

Fino al 30 luglio 2021, la normativa italiana consente gli spostamenti dall’Italia verso i Paesi degli elenchi A, B e C (sempre consultabili sul sito “Viaggiare sicuri”).

Lista A: Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano.

Lista B: Stati e territori a basso rischio epidemiologico, individuati, tra quelli di cui all’elenco C, con ordinanza adottata ai sensi dell’articolo 49, comma 2. Al momento, nessuno Stato è in questo elenco.

Lista C: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia, (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, inclusi Gibilterra, Isola di Man, Isole del Canale, basi britanniche sull’isola di Cipro (il Regno Unito è soggetto a disciplina restrittiva fino al 30 luglio 2021), Svizzera, Andorra, Principato di Monaco, Israele.

Per entrare nei Paesi della lista C sono previste specifiche regole (tra cui presentare il Green pass)

Per l’ingresso /rientro in Italia dai Paesi dell’elenco C, sono previste ben precise. In primo luogo, in base all’Ordinanza 14 maggio 2021 del Ministro della Salute, per l’ingresso in Italia, in caso di soggiorno o transito dai Paesi dell’elenco C nei 14 giorni precedenti è richiesta la compilazione di un formulario on-line di localizzazione (denominato anche digital Passenger Locator Form (dPLF).

In base all’Ordinanza 18 giugno 2021, dal 21 giugno è inoltre obbligatorio presentare la Certificazione Verde Covid-19 rilasciata o riconosciuta ai sensi dell’articolo 9, comma 2, lett. c), del decreto legge 22 aprile 2021, n. 52 , da cui risulti, alternativamente: avvenuta vaccinazione anti-SARS-CoV-2, con attestazione del completamento del prescritto ciclo vaccinale da almeno quattordici giorni; avvenuta guarigione da COVID-19, con contestuale cessazione dell’isolamento prescritto in seguito ad infezione da SARS-CoV-2;
effettuazione, nelle quarantotto ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, di test antigenico rapido o molecolare con esito negativo al virus SARS-CoV-2.

I bambini al di sotto dei sei (6) anni di età sono esentati dall’effettuazione del test molecolare o antigenico, ma non dall’obbligo dell’isolamento, ove previsto. I minori di diciotto (18) anni sono esentati dall’obbligo di isolamento (ove previsto) solo nel caso in cui siano accompagnati da un adulto (genitore o altro accompagnatore) in possesso di Certificazione verde Covid.

Nel caso in cui non sia possibile presentare la Certificazione verde Covid-19, come si può rientrare in Italia?

Se non si possiede il Green pass, è necessario sottoporsi a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria per un periodo di dieci (10) giorni, presso l’abitazione o la dimora, informando il Dipartimento di prevenzione dell’Azienda Sanitaria competente per territorio ed effettuare un test molecolare o antigenico al termine dell’isolamento fiduciario. Sono previste deroghe a tali obblighi, nel caso, ad esempio, in cui la motivazione del rientro sia legata a specifici motivi di lavoro o salute. I casi sono tutti elencati sul sito “Viaggiare sicuri” quindi vale la pena consultarlo.

Fino al 12 agosto l’Ue accetta il certificato vaccinale al posto del Green pass

Se non abbiamo ancora ricevuto il codice per scaricare la certificazione verde, niente paura. Fino al 12 agosto la Ue accetta la certificazione cartacea rilasciata dai centri vaccinali a disposizione di ogni cittadino.

Regno Unito

Per chi arriva nel Regno Unito c’è l’obbligo di compilare un formulario online prima dell’arrivo ai controlli di frontiera (si chiedono i recapiti del viaggiatore), di effettuare un isolamento cautelare da 10 a 5 giorni, di avere con sé l’esito negativo di un test fatto 3 giorni prima di partire. Nel Paese continuano i timori per la diffusione della variante Delta, anche se il governo ha deciso di eliminare tutte le restrizioni dal 19 luglio.

Francia

La Francia accetta il Green pass per concedere l’ingresso senza ulteriori restrizioni, a condizione per i vaccinati che siano passate due settimane dopo la seconda dose (4 per quella singola di Johnson&Johnson). Accettato anche il green pass con la prova di un test negativo entro le 72 ore precedenti all’arrivo.

Spagna

Stessa situazione per la Spagna per quanto riguarda il Green pass: è accettato con le stesse regole della Francia per vaccinati o chi può mostrare un test negativo. Chi arriva deve però compilare, prima del viaggio, un “formulario di salute pubblica”, attraverso il sito internet spth.gob.es o la app Spain Travel Health-SPTH.

Portogallo

Dal 1° luglio il Portogallo accetta il Green pass: i viaggiatori che lo esibiranno non saranno soggetti a ulteriori test o quarantene a condizione che il loro certificato contenga semplice prova di almeno una vaccinazione, della guarigione da Covid-19 o negatività a un test. Sono accettati sia i test con tampone che quelli antigenici.

Germania

Green pass accettato anche per entrare in Germania senza dover sottostare a ulteriori restrizioni. Il documento deve dare prova della vaccinazione e devono essere trascorsi almeno 14 giorni dalla seconda dose (o dose singola per Johnson & Johnson). Per i guariti va certificata la guarigione con un tampone (test Pcr) negativo effettuato almeno 28 giorni prima e non superiore a 6 mesi. Negli altri casi serve un tampone negativo prima della partenza effettuato entro 72 ore prima dell’arrivo

Austria

L’Austria accetta il Green pass a condizione che contenga un certificato di vaccinazione, a condizione che siano passati almeno 21 giorni dalla prima dose. Accettato anche un Green pass che contenga un certificato di guarigione negli ultimi 180 giorni o di un test PCR pre-partenza (entro 72 ore prima dell’arrivo) o un test rapido dell’antigene (entro 48 ore prima dell’arrivo).

Grecia

La Grecia accetta il Green pass o in alternativa un certificato di vaccinazione che attesta il completamento del ciclo vaccinale da almeno 14 giorni, un test PCR o rapido negativo effettuato nelle 72 ore prima dell’ingresso, oppure un certificato di guarigione. Ma per tutti i passeggeri in ingresso in Grecia c’è la possibilità di essere sottoposti, a campione, a un test rapido effettuato all’arrivo nel Paese.

Croazia

La Croazia accetta i Green pass dal 1º luglio 2021. Chi entra non è soggetto a restrizioni se il certificato contiene prova della vaccinazione, valida alle seguenti condizioni: 14 giorni dopo la seconda dose, o 14 giorni dopo la prima dose se il vaccino è somministrato in una singola dose (Johnson &Johnson). Tra 22 e 42 giorni dalla prima dose di vaccino Pfizer, Moderna o Gamaleya. Tra 22 e 84 giorni dalla prima dose di vaccino AstraZeneca. Accettati anche certificati che attestano guarigione e negatività a un test.

Altri Paesi

Per andare in Paesi fuori dall’Ue, vigono regole diverse, a seconda delle restrizioni decise dai governi locali. Il consiglio è sempre quello di verificare le disposizioni previste nel Paese di arrivo sul portale Viaggiare sicuri della Farnesina. Per esempio Giappone, Canada e Stati Uniti sono raggiungibili senza necessità di motivazione. Al rientro in Italia va però presentato il Green pass con la certificazione che attesti il completamento del ciclo vaccinale, della guarigione da COVID-19, o la negatività a un tampone molecolare o antigenico effettuato nelle 48 ore prima dell’ingresso in Italia con esito negativo. Occorre anche compilare il Passenger Locator Form – Modulo di localizzazione digitale, disponibile sul sito Viaggiare sicuri - prima dell’ingresso in Italia.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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