Quali paesi sono più protetti dalla variante Omicron? Lo rivela l'Economist

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Il grafico realizzato dall'Economist con le stime dei Paesi più protetti dalla variante Omicron (Photo: The Economist)
Il grafico realizzato dall'Economist con le stime dei Paesi più protetti dalla variante Omicron (Photo: The Economist)

Variante diversa, rischio di contagio diverso, capacità di protezione diversa. Poche informazioni si hanno ancora su Omicron. Si sa che riesce, più di altre varianti, ad eludere gli anticorpi prodotti da una precedente infezione da covid o dalla vaccinazione contro di esso. Gli studi effettuati in Sudafrica hanno dimostrato anche però, che con una dose di richiamo, l’efficacia del vaccino contro l’infezione sintomatica, diminuita dopo due le prime due dosi, viene ripristinata al 75%. La variante è profondamente differente da Delta e allora differenti sono anche i Paesi che hanno una maggiore capacità di difendersi dall’imminente ondata di infezioni. L’Economist ha dovuto cambiare il proprio metodo di valutazione per capire quali sono i Paesi dove esiste un minore rischio che si diffonda la variante.

I Paesi che sono riusciti a proteggersi da Delta sono stati quelli con un numero elevato di persone che sono state vaccinate con la doppia dose o sono state infettate in precedenza dal virus. Quelli che invece, secondo il giornale, potrebbero avere la migliore protezione contro l’Omicron sono i Paesi che hanno somministrato molte dosi booster o hanno una grande quantità cittadini che sono stati infettati precedentemente e poi hanno ricevuto la doppia dose di vaccino. E tra questi c’è anche l’Italia.

L’Economist ha stimato la percentuale di popolazione che potrebbe avere questi diversi livelli di protezione dalla variante in 102 Paesi del mondo. Per calcolare la percentuale il giornale si è servito di stime sul probabile numero di infezioni nel Paese e di dati sul numero di persone che hanno effettuato le vaccinazioni con dose booster. Per semplicità l’Economist ha dato per scontato che le persone che hanno scelto di vaccinarsi non sono state infettate precedentemente.

Ebbene, dall’indagine è emerso che i Paesi con un più alto livello di protezione potrebbero essere quelli sudamericani, con alti livelli di infezione pregressa e buoni tassi di vaccinazione. Tali Paesi sembrano essere maggiormente preparati per la nuova variante. Il Cile e l’Uruguay hanno attivato una delle campagna di richiamo più avanzate nel mondo, anche perché è iniziata prima rispetto agli altri Paesi, subito dopo aver compreso che il vaccino cinese Sinovac, somministrato alla maggior parte dei cittadini, aveva un’efficacia inferiore rispetto agli altri. Secondo l’Economist poco meno della metà della popolazione del Paese potrebbe avere una protezione adeguata contro Omicron. Anche il Regno Unito e gli Stati Uniti potrebbero avere una buona protezione. Il giornale infatti ha calcolato che alla fine di novembre, circa il 49% e il 43% dei cittadini, rispettivamente, avevano effettuato la dose di richiamo o erano stati infettati e avevano poi ricevuto la vaccinazione completa.

Anche l’Italia è uno dei Paesi che secondo l’Economist potrebbe essere maggiormente protetto dalla variante. Italia, dove ad oggi sono più di 13milioni le dosi booster somministrate, dato che corrisponde al 63,98 % della popolazione potenzialmente oggetto di dose addizionale o di richiamo, che hanno ultimato il ciclo vaccinale da almeno cinque mesi. Al contrario, Paesi come Australia, Cina, Nuova Zelanda e Norvegia, con forti programmi di vaccinazione, ma poche infezioni precedenti e una campagna per la terza dose che procede a ritmo molto lento, potrebbero essere particolarmente vulnerabili alla nuova variante.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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