Quali sono gli effetti del Coronavirus sui giovanissimi sul piano psicologico

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Covid Meyer giovani
Covid Meyer giovani

Quando parliamo degli effetti del Coronavirus spesso ci si sofferma sulle conseguenze sul piano fisico, mentre passano in secondo piano i disturbi di tipo psicologico o ancora i problemi di alimentazione come ad esempio anoressia o ancora obesità. Le scuole sono chiuse così come le palestre o ancora le piscine e le possibilità di vedere i propri amici si sono ridotte all’osso specie in questo periodo di zona rossa che ha coinvolto una buona parte delle regioni italiane.

A farne le spese sono soprattutto i più giovani che, tra DAD e assenza di occasioni di incontro con i loro coetanei, si sono ritrovati in quest’ultimo anno catapultati in casa. Le conseguenze di ciò si sono fatte sentire seppure in modo silenzioso. A portare alla luce il problema l’ospedale pediatrico Meyer che in un’esclusiva del Corriere Fiorentino ha confermato quanto emerso da un precedente approfondimento dello stesso Corriere datato 11 marzo.

Stando a quanto riportato dall’ospedale pediatrico fiorentino negli ultimi mesi si è verificato un aumento di casi di giovanissimi che soffrono di disturbi alimentari. Impennata di richieste di supporto anche per chi soffre di problemi di tipo psicologico con ben 10 giovani che negli ultimi due mesi hanno pensato al suicidio.

Covid, l’allarme del Meyer sui giovani

Aumento di casi di disturbi alimentari e significativo aumento da parte dei giovanissimi che hanno pensato al suicidio. Questo il bilancio dell’ospedale Meyer che ha portato in superficie un problema legato all’emergenza sanitaria in corso passato in secondo piano rispetto a criticità quali la campagna vaccinale o gli effetti sul piano fisico sia a breve che a lungo termine.

Il Meyer che ha confermato quanto emerso da un precedente approfondimento del Corriere Fiorentino datato 11 marzo. Tra i disturbi alimentari più frequenti l’anoressia, così come i casi di giovani che hanno pensato al suicidio, dieci solo negli ultimi due mesi. Ad esserne maggiormente colpiti, ha fatto presente la dottoressa Pisano ne “Il Corriere Fiorentino”, i giovanissimi sia adolescenti che pre-adolescenti. Il motivo è legato all’assenza dei propri compagni, degli amici o all’impossibilità di frequentare eventuali attività al di fuori del contesto scolastico, tutti aspetti che a lungo andare si stanno facendo sentire prepotentemente.