Quammen arriva in Italia con "Senza respiro", il 18 alla Triennale di Milano

(Adnkronos) - Lui tra poco sarà in Italia, e tutti lo staranno religiosamente a sentire. Parliamo di David Quammen, 74 anni, americano, autore del bestseller "Spillover" pubblicato da Adelphi nel 2014. Non c'è stato libro, nell'ultimo decennio, più profetico di quello. Per chi ancora non ne fosse a conoscenza quel titolo indica il salto di specie nella trasmissione dei virus dagli animali all'uomo.

Il divulgatore presenterà ora il suo nuovo volume "Senza Respiro", edito sempre da Adelphi, venerdì 18 novembre a Milano, alla Triennale, a colloquio con Telmo Pievani, filosofo della scienza, evoluzionista e ordinario di biologia all'Università di Padova. Poi nel calendario, fitto di incontri italiani, ecco le seguenti date: il 19 a Torino (al Teatro Astra), il 20 a Cuneo (al cinema Monviso), il 21 a Bergamo (al Centro congressi), e infine il 24 a Roma, al Cinema Troisi, con l'intervento della matematica e scrittrice Chiara Valerio.

"Per alcuni non è stata una sorpresa, l’arrivo di questa pandemia -afferma Quamman- non più di quanto possa esserlo il sopraggiungere di un evento tristemente ineluttabile. Mi riferisco agli esperti di malattie infettive. Per decenni lo avevano visto avvicinarsi, come un puntino scuro all’orizzonte delle pianure del Nebraska, che procedeva rombando verso di noi con velocità e forza incalcolabili, come un tir carico di polli o di acciaio andato fuori controllo". (segue)

"Il Big One ha bussato alle nostre porte e non eravamo pronti"

"Sapevano che l’agente della prossima catastrofe sarebbe stato quasi certamente un virus -scrive- Non un batterio come nel caso della peste bubbonica, non qualche fungo mangia-cervello, e nemmeno un protozoo complesso del genere che causa la malaria. No, un virus, e più precisamente un virus 'nuovo', non del tutto sconosciuto, ma da poco identificato come contagioso per gli esseri umani".

Secondo la teoria del caos, il battito d’ali di una farfalla può scatenare un uragano dall’altra parte del pianeta: allo stesso modo il battito delle grigie ali di un pipistrello in una caverna nel Sud della Cina può seminare lutti a Times Square. La pandemia di Covid-19 ha provocato finora oltre sei milioni e mezzo di morti nel mondo. Il Big One, descritto perfettamente dallo stesso Quammen in "Spillover", "ha bussato alle nostre porte, e non eravamo pronti".

La reazione ha seguito lo schema illustrato "già da Lucrezio, a proposito della peste di Atene -spiega ancora l'autore- alla sottovalutazione iniziale è subentrata la ricerca di un capro espiatorio, poi il panico, e infine l’impulso, altrettanto irrazionale, alla rimozione. La creazione dei vaccini ha ridotto il margine di manovra del virus, che tuttavia ha già risposto con una contromossa, le "famigerate varianti". E adesso? "Stiamo assistendo a una battaglia non dissimile dalla partita a scacchi che nel 'Settimo sigillo' vede il Cavaliere (la scienza, ma senza il conforto della religione) sfidare la Morte". Chi vincerà? (segue)

I virus sono gli 'Angeli neri' dell'evoluzione, vanno compresi

Ancora non sappiamo con certezza cosa ci attende in futuro. O forse non vogliamo saperlo, preferiamo ignorarlo. Probabilmente si giungerà a un pareggio, il che significa che dovremo continuare a convivere con il virus in una guerra "a bassa intensità". Ma stavolta non ci faremo cogliere impreparati.

Al di là delle sofferenze inflitte al genere umano dal Sars-CoV-2, Quammen ricorda che "i virus, come il fuoco, sono un fenomeno non necessariamente negativo, che può anche portare vantaggi". Non diversamente dai batteri, fanno parte di noi: sono "gli angeli neri dell’evoluzione", meravigliosi e terribili. E questo li rende meritevoli di essere compresi, più che temuti e aborriti. (Rossella Guadagnini)