Quando Di Maio diceva "i due mandati non si toccano"

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Regola dei due mandati addio, almeno per i consiglieri. Ad annunciare la rivoluzione in casa M5S è il capo politico e vicepremier Luigi Di Maio, che ieri ha voluto lanciare la novità attraverso un video pubblicato su Facebook. Ecco quindi approdare fra i cinquestelle, previa approvazione degli iscritti di Rousseau, il mandato zero, ossia "un mandato, il primo, che non si conta nella regola dei due mandati, cioè un mandato che non vale". La regola, qualora approvata dagli iscritti, "varrà solo e soltanto per i consiglieri comunali e per i consiglieri di municipio". Un vero e proprio cambio di rotta per i cinquestelle, che per la prima volta abbattono il muro delle due candidature. Una mossa, spiega ancora Di Maio, nata per non gettare alle ortiche l'esperienza acquisita: "A me interessa non disperdere l'esperienza maturata dal consigliere comunale", esperienza che il consigliere potrebbe portare con sé "in altri consessi, ad esempio in Regione, in Parlamento o all'Europarlamento". Ma c'è stato un tempo in cui Di Maio negava categoricamente che il limite dei due mandati per i portavoce pentastellati potesse mai essere superato. Correva l'anno 2018, esattamente il 31 dicembre scorso, e il leader Cinquestelle - infastidito dalle numerose indiscrezioni di stampa sul tema - twittava al vetriolo: "La regola dei due mandati non è mai stata messa in discussione e non si tocca. Né quest'anno, né il prossimo, né mai. Questo è certo come l'alternanza delle stagioni e come il fatto che certi giornalisti, come oggi, continueranno a mentire scrivendo il contrario". Ieri, quindi, la retromarcia per i consiglieri e l'annuncio.

Regola dei due mandati addio, almeno per i consiglieri. Ad annunciare la rivoluzione in casa M5S è il capo politico e vicepremier Luigi Di Maio, che ieri ha voluto lanciare la novità attraverso un video pubblicato su Facebook. Ecco quindi approdare fra i cinquestelle, previa approvazione degli iscritti di Rousseau, il mandato zero, ossia "un mandato, il primo, che non si conta nella regola dei due mandati, cioè un mandato che non vale". La regola, qualora approvata dagli iscritti, "varrà solo e soltanto per i consiglieri comunali e per i consiglieri di municipio". Un vero e proprio cambio di rotta per i cinquestelle, che per la prima volta abbattono il muro delle due candidature. Una mossa, spiega ancora Di Maio, nata per non gettare alle ortiche l'esperienza acquisita: "A me interessa non disperdere l'esperienza maturata dal consigliere comunale", esperienza che il consigliere potrebbe portare con sé "in altri consessi, ad esempio in Regione, in Parlamento o all'Europarlamento". 

Ma c'è stato un tempo in cui Di Maio negava categoricamente che il limite dei due mandati per i portavoce pentastellati potesse mai essere superato. Correva l'anno 2018, esattamente il 31 dicembre scorso, e il leader Cinquestelle - infastidito dalle numerose indiscrezioni di stampa sul tema - twittava al vetriolo: "La regola dei due mandati non è mai stata messa in discussione e non si tocca. Né quest'anno, né il prossimo, né mai. Questo è certo come l'alternanza delle stagioni e come il fatto che certi giornalisti, come oggi, continueranno a mentire scrivendo il contrario". Ieri, quindi, la retromarcia per i consiglieri e l'annuncio.