Quando Di Maio promuoveva i dazi

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Ha promesso di voler "difendere senza sconti le imprese italiane", di fronte alla prospettiva delle nuove tariffe Usa da 7,5 miliardi di dollari contro l'Unione Europea, e quindi il Made in Italy. Eppure il ministro degli Esteri Luigi Di Maio non è sempre stato contrario ai dazi. 

Era infatti il 2014 quando in un post su Facebook scriveva: "Cgia: boom ditte cinesi in Italia, +6,1% nel periodo 2012/2013. -1,6% le imprese italiane. Continuate pure a deridere il Movimento 5 Stelle quando parla di dazi. Senza ci stiamo sterminando".  

Un concetto ribadito, anche se con toni più morbidi, nel 2018 nel corso dell’assemblea di Confartigianato: "Non sono per l’isolamento dell’Italia. Ma come Italia, con un sistema produttivo così particolare, dei prodotti così unici, non dobbiamo avere paura di affrontare il tema dei dazi per proteggerci e questo non vuol dire isolarsi", ha detto l'allora ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro. 

Ieri la nuova posizione. "Il tema dei dazi ci preoccupa molto", ha detto durante l'incontro a Roma con il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, avvenuto proprio poco dopo il via libera dal Wto all'imposizione delle tariffe. 

Un cambio di rotta evidenziato su Twitter da +Europa che attacca: "#DiMaio oggi protesta per i #dazi, ma fino a ieri li promuoveva. La cultura protezionista è dannosa per il paese del #madeinItaly e #DiMaio e il #M5S non sono credibili come difensori del libero scambio".