Quando e perché essere primi su Google NON significa avere più clienti

webinfo@adnkronos.com

Rimini, 17/01/2020 - In che modo l'ottimizzazione SEO di un sito internet di un'attività influisce sul suo business? La Search Engine Optimization è l'attività volta ad ottimizzare il posizionamento di un sito sui principali motori di ricerca, per assicurare la massima visibilità da parte degli utenti, al fine di incrementare le vendite. 

In molti si rivolgono con fiducia ai professionisti SEO per far sì che i loro negozi online risultino primi nei risultati di ricerca. 

Ma ci sono dei casi in cui essere primi su Google non significa avere clienti e in questa analisi verrà affrontata e spiegata tale eventualità. 

Il posizionamento nei primi risultati dei motori di ricerca e l'ottimizzazione SEO 

Chi gestisce un'attività commerciale sa bene quanto sia importante la visibilità, per acquisire sempre nuovi clienti. In un'ottica di concorrenza, in cui sono molte le aziende che propongono la medesima categoria merceologica di beni o servizi, è fondamentale emergere e distinguersi.  

Come? Finora la linea preponderante, suggerita dagli esperti di marketing digitale, è stata quella di cercare di ottenere la massima visibilità mediante l'ottimizzazione del posizionamento del sito internet sui principali motori di ricerca, primo fra tutti Google. 

Gli utenti, nel momento in cui interrogano il browser con le parole chiave, nel 99% dei casi si fermano alla prima pagina. Qual è, quindi, il metodo che un sito deve adottare per essere primo nei motori di ricerca? 

Sebbene Google, che verrà preso a esempio, non renda noti tutti i fattori che influiscono sul ranking, ovvero sul posizionamento di un sito nel browser, esistono regole ben precise. 

Quella più importante è la qualità del sito, che deve rispettare alcuni requisiti formali e sostanziali. 

Ad esempio, il layout dovrebbe prevedere, per quanto possibile, uno sfondo chiaro, perché sembra ciò sia letto meglio dai motori di ricerca. Inoltre, elemento fondamentale, il contenuto dev'essere di qualità e di reale utilità per chi legge.  

Non a caso, uno degli slogan degli esperti di marketing digitale americani recita "content is the king", ovvero "il contenuto è il re". Contenuti ricchi di informazioni pertinenti all'argomento principale del sito o del blog vengono "premiati" dai motori di ricerca, che li fanno salire in graduatoria. Parallelamente, sono importanti anche le visite degli utenti alla pagina, come anche eventuali commenti rilasciati. 

É ovvio che, in una certa misura, più gli utenti troveranno ai primi posti il risultato di quello che staranno cercando e più lo troveranno rispondente alle loro aspettative, maggiormente si sentiranno liberi di lasciare commenti o di inviare il link della pagina ad amici, parenti e conoscenti che fossero interessati allo stesso argomento. 

Essere linkati da altri siti è un'altra forma di premio che Google elargisce ai siti migliori, poiché significa che sono attendibili e forniscono informazioni interessanti. 

Nella prima pagina di Google si noterà che i primi risultati che appaiono sono quelli che, a fianco, riportano la dicitura "Ann": si tratta di inserzioni a pagamento, che il motore di ricerca posiziona per primi. 

A seguire, nella lista compaiono i collegamenti ai siti meglio ottimizzati. Quindi, è normale che chi vende beni o servizi ambisca ad essere nei primi risultati di ricerca. In questo senso, sono sempre di più coloro che si rivolgono ad agenzie specializzate in ottimizzazione in ottica SEO, tanto che uno dei mestieri più in espansione dell'ultimo decennio è proprio l'analista SEO. É questo professionista, infatti che si assicura che i testi rispondano, per struttura del testo e parole chiave, a ciò di cui hanno bisogno i motori di ricerca per far loro guadagnare le prime posizioni. 

Il processo di scalata di un sito verso un ranking ottimale passa attraverso un circolo virtuoso, che comprende la struttura del testo, con la presenza di parole chiave pertinenti e ben associate, ottima qualità delle immagini, link provenienti da altri siti, presenza di commenti degli utenti sugli argomenti trattati, aggiornamenti frequenti sui contenuti, che dovranno sempre mantenere alti standard qualitativi. 

Quando essere primi su Google non significa avere più clienti? 

Vi sono, tuttavia, dei casi in cui essere primi su Google non solo non significa avere più clienti, ma potrebbe essere addirittura controproducente. 

Un esempio eclatante, che farà meglio comprendere la circostanza, è quello di una zona turistica rinomata, in cui sul lungomare sono presenti diversi ristoranti, uno dopo l'altro, e che quindi hanno la stessa visibilità agli occhi dei potenziali clienti, ovvero i turisti.  

Si potrà notare che alcuni locali sono affollati, mentre altri sono vuoti; il personale è spesso all'esterno, guarda la gente passare, senza che si soffermi all'interno. La posizione è privilegiata per tutti i ristoranti, ma alcuni sono decisamente più frequentati di altri. 

Lo stesso fenomeno si verifica con alcuni dei portali di negozi online, che appaiono in prima pagina nei motori di ricerca senza, tuttavia, che tale attività di marketing porti alcun incremento di vendite, e quindi, di fatturato. Com'è potuto accadere? 

Ciò succede perché probabilmente il sito del cliente non risponde a uno dei requisiti fondamentali affinché il successo di un'attività dipenda anche dal posizionamento del sito: 

• risolve un problema; 

• risulta una scoperta. 

Nel primo caso, se si pensa a un servizio di riparazione guasti all'impianto idraulico, elettrico o ai serramenti, cercando un servizio aperto 24 su 24 il primo sito che appare è quello che si contatterà, perché risolve un reale problema di un guasto, che il cliente ha bisogno di riparare nel più breve tempo possibile. 

La seconda eventualità si verifica quando un cliente viene a conoscenza di un servizio o prodotto di cui prima non era al corrente. Ad esempio, una signora, uscendo con un'amica, rimane colpita dalla sua nuova borsa e la cerca online. In questo caso non si tratta di un problema, ma di una scoperta, che è la molla che ha fatto scattare l'azione di acquistare. 

É proprio in questi casi che sapere come essere primi su Google non avrà i risultati di incrementare le vendite, poiché il prodotto non nasce dalla ricerca degli utenti. Infatti, se una donna digita la parola "borse" sul motore di ricerca, il primo risultato sarà quello dei colossi della distribuzione. E se si tratta di un prodotto innovativo, come ad esempio le borse realizzate con materiali di risulta, quali la lana d'acciaio, le parole chiave borsa e lana d'acciaio non faranno incrementare la percentuale di vendite. 

Piuttosto, i potenziali clienti sono alla ricerca di qualcos'altro e quasi mai cambiano avviso sulle loro idee, che nella stragrande maggioranza dei casi sono molto precise, portandoli direttamente a un determinato sito. 

Se, invece, gli utenti hanno delle domande, la loro ricerca attiene alla risoluzione di un problema e quindi nell'ipotesi numero 1. 

Il metodo corretto per far scoprire ai clienti un prodotto, un sito o un servizio, è quello di intraprendere altre strategie di marketing, come newsletter, guide gratuite su argomenti pertinenti e aggiornamenti frequenti. 

É necessario intercettare il pubblico secondo un determinato target di preferenze. Ad esempio, nel caso delle borse in materiali di riciclo, può essere un gruppo sui social che è orientato all'acquisto di oggetti prodotti con materiali di riciclo.  

Mediante newsletter dedicate ai potenziali clienti il prodotto avrà modo di essere conosciuto e di essere apprezzato da un numero sempre maggiore di persone. 

Per informazioni: 

Gianpaolo Antonante è un esperto di web marketing che persegue la mission di ottenere i migliori risultati attraverso l’utilizzo di strumenti online e fornendo servizi di SEO, SEM, Email Marketing, Copywriting e Social Media Marketing. 

Tel: 0549 964340 

E-mail: info@gianpaoloantonante.it