Quando gesuita fu nominato in Anatolia perché altri non volevano

Ska

Città del Vaticano, 16 set. (askanews) - Nessuno accettava di diventare vescovo al posto di monsignor Luigi Padovese, il vicario apostolico dell'Anatolia assassinato nel 2010, e per questo il Papa ha chiesto all'allora preposito generale dei gesuiti, Adolfo Nicolas, di trovargli un confratello: a raccontare il retroscena della nomina di padre Paolo Bizzeti in Turchia è stato l'attuale superiore della Compagnia di Gesù, padre Arturo Sosa, che ha risposto con questo esempio a chi domandava, nel corso di un incontro alla Sala stampa estera, se è ancora valida l'indicazione del fondatore che i gesuiti non dovrebbero accettare nomine episcopali.

"Nel testo degli ultimi voti, che è il momento in cui veniamo incorporati definitivamente nella Compagnia di Gesù, diciamo di non accettare di essere vescovi, ma sant'Ignazio disse anche che caso mai qualcuno fosse ordinato vescovo per desiderio del Papa, allora dovrà accettarlo", ha spiegato Sosa, precisando che si tratta, comunque, di una "situazione molto straordinaria".

Padre Sosa ha poi fatto un esempio: "In Turchia è stato ammazzato qualche anno fa il vicario apostolico, e il Papa Francesco allora pf si è rivolto a padre Nicolas e gli ha detto: non c'è candidato che accetti, mi puoi offrire un gesuita per fare questo? Padre Adolfo ha cercato e ha offerto padre Paolo Bizzetti per fare il vescovo di Anatolia. Appena nominato andai io per il suo giuramento, e ricordo che ha giutato sulla Bibbia del vescovo ammazzato, che aveva ancora il buco della pallottola". Papa Francesco, con i gesuiti, "ha grandissimo rispetto rispetto il governo ordinario della Compagnia", è la conclusione di padre Sosa, "ma anche grande libertà di chiedere quando ha bisogno sia di persone sia di missioni speciali".