Quando Gorbaciov andò a Festival Giffoni: “Gioia e spontaneità”

Image from askanews web site
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Roma, 31 ago. (askanews) - Mikhail Gorbaciov andò al Festival di Giffoni nel 1997: "A Giffoni ha rilasciato tantissime dichiarazioni, interventi fiume, sempre con il desiderio di comunicare, spiegare, farsi capire. Tra le sue dichiarazioni cito questa: 'Non ho mai pensato a un film ispirato ai miei libri, ma se dovesse succedere sarei felice di essere premiato dai ragazzi di Giffoni. Qui c'è la gioia e la spontaneità del mondo'". È il ricordo del direttore di Giffoni, Claudio Gubitosi.

"Oggi - scrive Gubitosi - si rende omaggio ovunque alla figura di questo straordinario uomo: Michail Gorbaciov, l'ultimo Presidente della grande Russia. Storici, opinionisti, analisti, economisti, lo ricordano per aver dato una nuova imponente storia alla Russia e all'Europa. Ha pagato per aver fatto una scelta di libertà, trasparenza, nel cercare di svecchiare la potente nomenclatura fortemente ideologica. Le zone di luce e di ombra ci sono tutte e la storia ci ha già detto quanti errori sono stati commessi anche da Paesi ed organizzazioni internazionali che, in quel momento, dovevano mantenere fede alle promesse e sostenere questo processo di democratizzazione".

"Alle generazioni attuali credo che l'immagine più forte sia sempre quella dell'abbattimento del muro di Berlino. Tutti questi momenti immagino che lui li abbia vissuti nella più assoluta solitudine e paura, con un sistema che cominciava ad essere intollerante e perfino pronto a costruire un tradimento di Gorbaciov".

Al Festival di Giffoni, racconta ancora Gubitosi, Gorbaciov arrivò "cinque anni dopo essere stato estromesso e aver lasciato il potere a Boris Eltsin, che lo umiliò duramente in Parlamento. Immaginate adesso uno degli uomini più potenti del mondo da noi, a Giffoni. E immaginate il nostro festival nel 1997. Oggi racconto questo grande evento storico come se fosse stato semplice. Tantissimi rimasero stupiti della presenza di questo grande statista, in effetti, posso dirlo, per me è stato semplice. Già nel 1993 gli scrissi una prima lettera invitandolo a Giffoni. Nessuna risposta. E così gli anni successivi. Ero consapevole di dover dare ai nostri giffoner la storia, attraverso un uomo che ha fatto la storia. Non mi sono mai stancato di scrivere e così, nel 1997, mi arriva la famosa lettera in russo del suo segretario che mi confermava la presenza a Giffoni con la moglie Raissa Gorbaciova. È stato un uomo che, indubbiamente, ha fatto anche la nostra storia".