Quanti rider sono morti consegnando cibo?

Stefano Barricelli

Dall'1 gennaio al 25 ottobre di quest'anno, sono stati 25 gli incidenti che hanno coinvolto rider impegnati nelle consegne a domicilio di cibo: 4 di loro hanno perso la vita e 21 sono rimasti feriti, dei quali 6 con prognosi riservata.

In 16 casi il rider usava un motociclo, negli altri 9 una bici: tutte e 4 le vittime del 2019 erano alla guida di un motociclo, così come le 3 del 2018. Sono i dati raccolti nel report elaborato da "Incidenti Rider Food Delivery", il nuovo Osservatorio istituito dall'Associazione amici sostenitori polizia stradale per monitorare "questo ulteriore fronte debole del lavoro e della sicurezza".

Milano la città con più vittime

La città con il maggior numero di sinistri (12) è Milano. "Attraverso i nostri 600 referenti sul territorio nazionale e l'informazione locale quotidiana - spiega Giordano Biserni, presidente dell'Asaps - sono stati raccolti una serie di dati che dimostrano i rischi dei lavoratori del cibo a domicilio, costretti a consegne sempre più veloci, dimenticandosi in alcuni casi del Codice della strada, ma spesso vittime di ubriachi e pirati della strada, che portano alla morte o a disabilità gravi. Uno spaccato che per la prima volta viene fatto in Italia, a dimostrazione che l'Osservatorio può portare a sensibilizzare sul tema e a migliorare le condizioni per chi usa la strada tutti i giorni".

La legge a tutela

L'Osservatorio analizza i sinistri con decessi e feriti che hanno visto il coinvolgimento di lavoratori che si servono di biciclette, ciclomotori e motocicli per il trasporto di cibo prenotato attraverso piattaforme digitali. "Un lavoro - ricorda Biserni - che ha trovato finalmente pieno riconoscimento e importanti tutele con l'approvazione e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 2 novembre scorso della legge 128/2019 di conversione del decreto-legge 101/2019 recante 'Disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali'".
E' un vero e proprio "esercito di giovani" quello impegnato in questo settore ed esposto purtroppo a forti rischi, soprattutto nelle ore serali.

In quattro hanno perso la vita

L'anno scorso sono morti un 28enne a Verona (scontro con una vettura), un 29enne a Pisa (finito con la moto contro un palo della luce) e un 19enne a Bari (scontro con una macchina il cui conducente risulta essere indagato per omicidio stradale). Nel mese di maggio un 28enne, sempre a bordo di un motociclo, rimase coinvolto in un incidente con un tram e subì l'amputazione di una gamba.

Dei 4 decessi del 2019, uno potrebbe essere stato provocato da un malore: in febbraio a Bellaria (Rimini) un 21enne ha perso la vita mentre stava consegnando una pizza. Gli altri tre incidenti mortali sono avvenuti a Bologna (un 51enne italiano, che si è scontrato con una volante della Polizia), a Salerno (un 24enne, che dopo aver investito un'anziana perdeva il controllo dello scooter) e a Messina (un 28enne schiantatosi contro un mezzo di servizio comunale che effettuava la pulizia stradale).

Ben sei i casi di feriti gravi tra i rider: 2 a Milano (un 43enne e un 44enne), 2 a Napoli nello stesso incidente (un 17enne e un 18enne), uno a Pescara (un 18enne, rottura della milza dopo lo scontro con una auto) e uno a Roma (un 23enne travolto da un pirata della strada: milza asportata e 4 costole fratturate).