Quanto costa a un lavoratore non fare il vaccino? (di S.Renda)

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(Photo: Amir Levy via Getty Images)
(Photo: Amir Levy via Getty Images)

Da venerdì 15 ottobre l’obbligo sarà attivo: per recarsi al lavoro sarà necessario essere in possesso del Green Pass, ottenibile attraverso la vaccinazione o un esito negativo del tampone. I lavoratori sprovvisti della certificazione verde dovranno pagare una multa tra i 600 e i 1.500 euro, ma il prezzo di essere un dipendente no vax non è dato solo questa eventualità.

Come abbiamo scritto, un’alternativa al vaccino, valida per l’accesso in azienda, è sottoporsi a tampone rapido (valido per 48 ore) o molecolare (72 ore). I tamponi saranno gratuiti per chi non si può vaccinare per motivi di salute. Per tutti gli altri, gli antigenici rapidi avranno un prezzo calmierato nelle farmacie che hanno aderito al protocollo d’intesa, ossia 15 euro: ripetendolo tre giorni a settimana, il totale è di 45 euro, 180 mensili. Non va meglio con il molecolare che, sebbene abbia una durata più lunga, così da ridurre a due il numero necessario per coprire la settimana lavorativa, comporta costi decisamente maggiori (tra 80 e 100 euro in media), che andrebbero a superare il totale dei 180 dei rapidi. Inoltre i tempi di attesa per i risultati sono più lunghi, almeno 24. Il vantaggio dei tre giorni si brucerebbe, dunque non sono un’ipotesi valida per i lavoratori.

Il decreto ha stabilito che la mancata certificazione non comporta sanzione nel momento in cui non ci si presenta al lavoro, tuttavia in quel caso si viene considerati assenti ingiustificati. Tradotto: nessun stipendio. Facendo i calcoli su uno stipendio medio lordo annuo di circa 32 mila euro, il lavoratore perderebbe oltre 2600 euro lordi al mese. Non maturerà ferie, che valgono 107 euro al mese, e i ratei di tredicesima, 103 euro al mese. Ovviamente non verranno corrisposti neanche i buoni pasto: 5 a settimana, per 7,23 euro, significa rinunciare a 144,60 euro mensili. Il tutto va moltiplicato per i mesi in cui vigerà il decreto, nei piani attuali fino al 31 dicembre 2021.

Le stime parlano al momento di 3,3 milioni di lavoratori non vaccinati neanche con la prima dose. Di questi 344 mila sono dipendenti pubblici, 2,2 milioni dipendenti privati, 740 mila autonomi. L’azienda per cui lavorano potrebbe decidere di assumersi personalmente l’onere di garantire il tampone ogni 2 giorni. La media dei lavoratori no vax è di circa il 15%: la spesa del tampone, se fosse equiparata alle gratifiche annuali, sarebbe esentasse solo fino a 258 euro all’anno. Insufficienti per la copertura completa. Il datore potrebbe tuttavia decidere di inserire il costo nel welfare aziendale per non essere tassato, ma in questo caso occorre un accordo di secondo livello e il benefit dovrebbe essere esteso anche ai lavoratori sì-vax. Anche in questo caso parliamo di cifre molto alte, circa 500 euro a lavoratore.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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