Quanto è ricco Putin: lo zar miliardario

Fabrizio Arnhold

Una fortuna degna di uno zar. Venti ville, 43 aerei, 15 elicotteri, 4 yacht, decine di auto e limousine: ecco i beni, rigorosamente extra lusso, a diposizione del presidente russo Vladimir Putin. E’ tutto scritto nero su bianco, nel nuovo dossier dal titolo “La vita dello schiavo da galera” a firma di Boris Nemtsov e Leonid Martynyuk, oppositori del presidente, dove si legge di “lussi alla faccia di un Paese nel quale una larga fetta della popolazione vive al di sotto del minimo di sussistenza”.

C’è chi quasi rischia di morire di fame e Putin se la spassa nel lusso più sfrenato. Spulciando le pagine del dossier, come riportato dall’agenzia di stampa britannica Reuters, saltano all’occhio dettagli accattivanti come la toilette di un jet presidenziale da 75mila dollari. Oppure gli orologi. “Sono documentati, con tanto di fotografie, ben 11 orologi di lusso al polso del capo dello Stato, per un valore calcolato di circa 700mila dollari”. Mica male, tenendo presente che il reddito annuo dichiarato dal presidente russo è di circa 115mila dollari.

Al potere da 2000, Vladimir Putin, alternandosi alla carica di presidente della Federazione russa e Primo ministro con il suo delfino Medvedev, il 7 maggio del 2012 è stato eletto per la terza volta presidente della Federazione russa. Il suo personale patrimonio, tra l’altro, vanta anche uno yacht da 53,7 metri, dotato di ogni comfort, sia chiaro: design d’interni alla moda, una piscina termale e una cantina che può vantare i migliori vini. “Un vero gioiello – conferma il rapporto – con una vasca idromassaggio, barbecue, un porticato in legno di acero e un bagno enorme rivestito in marmo”.

Ma gli eccessi dell’uomo più potente della Russia non finiscono qui. Non si possono non citare i 930 ettari (o 2mila e 300 acri per usare tutte le unità di misura), per l’abitazione vacanziera – una di oltre 20 case di proprietà - sul lago Valdai, nel nord-ovest della Russia, con tanto di cinema, pista da bowling e una “chiesa presidenziale” per le funzioni religiose private. Oppure la residenza di tre piani vicino a Saratov, sul fiume Volga, a sud est di Mosca: ci sono lampadari tedeschi, mobili italiani, sala da biliardo, un giardino d’inverno, una piscina e una sauna. “La Russia continua a morire. Il Paese ha perso più di cinque milioni di persone, un livello di corruzione africana ha incatenato l’attività commerciale e la vita quotidiana del Paese. La dipendenza della Russia dalle risorse naturali è aumentata durante gli anni di governo di Putin”, scrivono senza troppi fronzoli gli autori del dossier anti-Putin.

“Spero che dopo questo rapporto – ha commentato Boris Nemtsov, già vicepremier nel 1990 – il numero di persone disposte a credere che Putin e i suoi alleati siano gran ladroni e farabutti arrivi almeno al 70%”. Ma, percentuali a parte, il patrimonio personale di Putin stride, e non poco, anche con l’immagine che lo stesso presidente ha cercato di comunicare, da sempre, al suo popolo. “Umile servitore del Paese” o, come dice il titolo del dossier, “schiavo da galera”, sono solo alcune espressioni che il presidente ad oltranza ha usato, negli anni, per definire la sua vita spesa per la Russia, senza badare ai benefit che il potere può regalare. Gli aerei di stato, o gli elicotteri, per esempio, non verrebbero usati per missioni diplomatiche ma per soddisfare i capricci del presidente, come, tra gli altri, l’ormai celebre caccia alla tigre siberiana o l’immersione nel Mar Nero.

Altro capitolo interessante, poi, sono le ricchezze “nascoste”, ossia quelle che non sono possedute direttamente dall’ex agente del Kgb, ma da persone di fiducia. Le ha ricordate anche il Corriere della Sera: il 4,5% delle azioni di Gazprom, il 37% della compagnia petrolifera Surgutneftegaz, il 75% della Gunvor (società svizzera di intermediazione petrolifera della quale si sa poco o nulla).

Dal Cremlino, per ora, non è trapelato nessun commento. L’iniziativa di Boris Nemtsov è solo l’ultima di una lunga serie. Lo scorso inverno il leader dell’opposizione è stato tra i più attivi nelle manifestazioni anti-Putin. Le proteste sono iniziate con le accuse di brogli nelle ultime elezioni, vinte da Putin.

Ad ogni modo, Vladimir Putin non ha escluso la corsa per la sua rielezione nel 2018. Anche se un recente sondaggio del centro Indipendente Levada, però, ha fatto registrare un calo del 6% dei consensi nei confronti del presidente dallo scorso maggio. La maggior parte dei russi approva ancora la politica di Putin. Ma solo il 63% degli intervistati ad agosto si è detto d’accordo con le politiche del capo di Stato, contro il 69% di tre mesi prima. E sale anche la percentuale di chi si dice contrario al lavoro di Putin: dal 30% al 35%. Chissà se dopo aver letto il dossier di Nemtsov, la forbice degli scontenti si allargherà.

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