Quarta dose di vaccino contro Omicron, l’Ema frena

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Emer Cooke, direttrice dell’Ema, frena gli entusiasmi sullo sviluppo di un nuovo e specifico vaccino per Omicron: “Servono dati clinici”.

L’ema temporeggia sul vaccino per Omicron

Potrebbero allungarsi i tempi per l’approvazione di vaccini con formule adattate alla variante Omicron. Ieri, giovedì 14 gennaio, si è svolto un vertice tra l’ente regolatore vaccini e Ema – Agenzia europea per i medicinali – a riguardo. La direttrice di Ema, Emer Cooke, ha poi riportato:

«Oggi non si tratta solo della risposta normativa a Omicron, ma fa anche parte dell’impostazione della scena per una discussione più strategica su quali tipi di vaccini potrebbero essere necessari a lungo termine per gestire adeguatamente il Covid. Queste decisioni non sono solo per le autorità di regolamentazione. È necessaria la collaborazione tra tutti gli attori in questo spazio, compresi i responsabili delle decisioni in materia di salute pubblica a livello nazionale, regionale e globale».

Omicron, il parere di Ema: “Servono i dati clinici”

«Sebbene la maggior parte dei dati disponibili suggerisca che i vaccini Covid approvati stiano perdendo efficacia nella protezione contro infezioni e malattie lievi, questi continuano a fornire un’elevata protezione contro le persone che sviluppano malattie gravi e la necessità di ospedalizzazione legata alla variante Omicron».

Queste le ulteriori parole della Cooke, che sottolinea la necessità di avere a disposizione «i dati clinici per approvare un nuovo vaccino». Questi sono imprescindibili per esaminare i requisiti normativi per un possibile aggiornamento dei vaccini.

Omicron, il parere dell’Ema: possibile quarta dose

Inoltre, negli scorsi giorni l’Ema si era chierata dalla parte di molti esperti – anche italiani – dichiarandosi dubbiosa sulla strategia di somministrare richiami in tempi accorciati.

Anche Marco Cavalieri, responsabile per i vaccini dell’ente regolatore, ha dichiarato:

«Non abbiamo ancora visto i dati sulla quarta dose, ma siamo abbastanza preoccupati per una strategia che preveda vaccinazioni ripetute in un lasso di tempo breve. Non possiamo continuare a dare dosi di richiamo ogni tre o quattro mesi».

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