Quarto Grado, delitto di Avetrana. Parla il fratello di Sarah Scazzi

Quarto Grado Sarah Scazzi
Quarto Grado Sarah Scazzi

Era il 2010 quando il delitto di Avetrana sconvolgeva l’Italia. A 12 anni dalla scomparsa della 15enne Sarah Scazzi, Quarto Grado torna ad occuparsi del caso. Nella puntata di venerdì 29 luglio è intervenuto in studio il fratello di Sarah, Claudio. L’uomo ha ripercorso alcuni dei momenti più drammatici che hanno portato alla morte della sorella: “Purtroppo mancava la telecamera […]”, ha osservato.

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Quarto Grado, il fratello di Sarah Scazzi: “Quel giorno non c’era la telecamera”

Claudio Scazzi ha esordito osservando: “Diciamo che il processo non lascia spazi ad ombre e dubbi. È chiaro che non c’era la telecamera quel giorno, non c’era nulla che potesse fissare la scena. Sono state utilizzate delle prove logiche, dei testimoni…” Ha poi aggiunto: “La ricostruzione secondo me è fatta bene […] purtroppo mancava la telecamera ed era quella l’origine”.

“Sarah non è stata soccorsa”

L’uomo infine ha parlato di cosa prova per la zia e la cugina, Cosima e Sabrina Misseri: “Io per loro in generale, dopo tanti anni, provo un sentimento che è un misto. Quello che mi ha fatto più male è stato il fatto che non l’hanno soccorsa. L’omicidio, aveva detto il procuratore, è stato d’impeto. Se non ci fosse stato il sequestro fatto preventivamente all’omicidio sarebbe stato al 100% d’impeto. Hanno la grande colpa di non averla soccorsa e rimarranno con il dubbio perenne che si potesse salvare. Sono convinto che se fosse stata soccorsa in tempo poteva essere salvata”.

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