Quarto Grado, la ex del nipote di Bozzoli rivela: "Voleva uccidere lo zio"

Quarto Grado Mario Bozzoli
Quarto Grado Mario Bozzoli

Nella puntata de “Le Storie di Quarto Grado – Estate” è stato dedicato spazio ad uno dei casi più complessi di questi ultimi anni ossia la scomparsa di Mario Bozzoli, imprenditore bresciano scomparso l’8 ottobre del 2015 e il cui corpo non è mai stato ritrovato. Nella trasmissione è stata mandata in onda la deposizione in aula di Jessica, la ex fidanzata del nipote di Bozzoli e unico imputato secondo gli investigatori.

Quarto Grado, parla la ex del nipote di Bozzoli: “Ecco cosa voleva fare allo zio”

“Conosco Giacomo nel 2008, io avevo 17 e da lì ci siamo conosciuti. Abbiamo avuto una relazione che è durata fino alla fine del 2011/inizi del 2012”, ha esordito così Jessica. La giovane ha fornito alla corte un racconto quanto mai preciso e ricco di dettagli: “Mi ha sempre palesato il suo odio nei confronti dello zio tanto che più volte mi ha ripetuto che il suo intento era quello di ucciderlo”.

Ha poi spiegato quale sarebbe stato il piano ipotizzato dall’ex: “Mi ha sempre detto che io avrei dovuto prendere la sua macchina […] e transitare in autostrada e andare a dormire a casa mia mentre lui dove, a detta sua, aspettava lo zio fuori da casa […] si sarebbe procurato degli stivali con un numero più grande, lo avrebbe colpito, non so con che cosa, il giorno dopo mi avrebbe chiamato da una cabina telefonica per andarlo a recuperare, avrebbe dormito nel bosco. Transitando in macchina in autostrada il telepass avrebbe segnalato il mio passaggio”.

“Una questione di eredità”

Jessica ha proseguito spiegando in aula perché avrebbe voluto uccidere lo zio:

“Palesava il suo odio quasi ogni volta che vedeva lo zio. Era una questione di eredità. Lui e il fratello lavoravano in azienda, mentre i figli di Mario facevano tutt’altro, quindi per lui non era giusto avere un 50%… Possedeva delle armi da tagli, parecchie […] c’era una pistola a revolver nella camera matrimoniale dei suoi genitori. Ogni tanto si divertiva a prenderla, mettendo un proiettile, tipo roulette e me la puntava alla testa […]”

“Ci ho messo molto tempo a concludere questa storia perché lui mi minacciava che sei io lo lasciavo faceva saltare casa dei miei. Ero dal parrucchiere, mi ha chiamato mia mamma per dirmi che era scomparso il papà di Giacomo […] la prima cosa che ho pensato è che fosse Mario…”.

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