Quasi 100 anni per l'attrice, un memoria storica che ripercorre le tappe dell'Italia

Franca Valeri Mussolini

L’attrice Franca Valeri compierà 100 anni il prossimo 31 luglio, una lunga vita vissuta passando attraverso la seconda guerra mondiale, Mussolini e il fascismo, il boom economico in Italia e, più recentemente il coronavirus. Una memoria storica non di poco conto la sua, tutta ancora molto chiara nella mente. È questo il ritratto che viene fuori da un’intervista rilasciata dall’attrice al Corriere della Sera nella quale la Valeri ha parlato della sua infanzia fortemente e inevitabilmente segnata dalla dittatura fascista: “Papà era ebreo. Ricordo quando lesse sul giornale la notizia delle leggi razziali e pianse. Fu il momento più brutto della mia vita”. Poi il ricordo di quei giorni legati alla sua vita e alla scuola: “Preparai l’esame a casa, da privatista. Prima andavo al Parini. Provai a dare l’esame al Manzoni, sperando che non se ne accorgessero. Non se ne accorsero. L’Italia è sempre stata un po’ inefficiente”.

Franca Valeri su Mussolini

Il fascino cessò di esistere nel 1945 con la morte di Benito Mussolini nei noti fatti di Piazzale Loreto a Milano. Franca Valeri era in quella stessa città e andò a vedere i cadaveri del Duce e di Claretta Petacci appesi a testa in giù. “Mia mamma era disperata a sapermi in giro da sola – ha detto la Valeri – In quei giorni a Milano si sparava ancora per strada. Ma io volevo vedere se il Duce era morto davvero. E vuol sapere se ho provato pietà? No. Nessuna pietà. Ora è comodo giudicare a distanza. Bisogna averle vissute, le cose. E noi avevamo sofferto troppo”.

“Per me la giovinezza incominciò il 25 aprile: una giovinezza tardiva. Ma è stata bella. In quell’Italia tutto pareva possibile”, così Franca Valeri nella parte conclusiva della sua intervista.