Quattro anni fa una valanga sull'Hotel Rigopiano uccise 29 persone

Marianna Ventura
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AGI - Una toccante poesia, un breve video e un palloncino speciale, rosso e a forma di cuore, accanto ad altri ventotto bianchi, per ciascuna vittima. E una promessa: "far uscire la verità e condannare i responsabili". Giampaolo Matrone, 37 anni, il sopravvissuto simbolo della catastrofe di Rigopiano, e la figlioletta Gaia, di 9 anni, hanno voluto ricordare, rispettivamente, la moglie e la mamma Valentina Cicioni, in occasione del quarto anniversario della tragedia dell'Hotel Rigopiano di Farindola, in provincia di Pescara.

Matrone, pasticciere di Monterotondo, rimase sepolto sotto le macerie per 62 ore uscendo miracolosamente vivo ma a carissimo prezzo – oltre ad aver perduto la sua compagna di vita, ha riportato menomazioni gravi e invalidanti agli arti. Nella poesia che ha composto esalta la figura di mamma di Valentina, che prima di volare prematuramente via ha fatto a tempo ha lasciare in dono “la cosa più bella che ci sia”, la piccola Gaia, rimasta orfana a soli cinque anni e a cui papà Giampaolo sta cercando di assicurare una vita il più serena possibile, guardando avanti, come Valentina avrebbe voluto, per quanto dimenticare sia impossibile e la sua perdita sia dura da sopportare, ogni giorno.

Quanto alla disgrazia, iI 18 gennaio 2017 resterà scolpito nel cuore e nella memoria degli abruzzesi e di tutti gli italiani come il giorno del dolore. Sono passati 4 anni da quando una valanga del peso di 120.000 tonnellate, travolse e distrusse l'Hotel Rigopiano di Farindola, resort a 1200 metri, sul versante pescarese del Gran Sasso, in cui morirono 29 persone.

Per il quarto anno consecutivo oggi i familiari delle vittime si ritroveranno sul luogo del disastro per commemorare i propri cari. Quest'anno la cerimonia, a causa delle restrizioni legate alla pandemia, è riservata solo ai parenti per evitare assembramenti. Una fiaccolata dalla fontana che si trova 300 metri prima del resort fino al totem dell'albergo per la deposizione dei fiori e una preghiera per gli "Angeli di Rigopiano".

Sul fronte giudiziario, il processo per accertare le responsabilità sulla morte delle 29 vittime si trova ancora ancora nella fase dell'udienza preliminare.

Ciò è dovuto sia a questioni processuali che si sono presentate durante le udienze sia ai rinvii dovuti all'emergenza coronavirus. La vicenda giudiziaria conta in totale 30 imputati (29 persone e una società) e vede riunito tutto in un unico procedimento davanti al gup del Tribunale di Pescara, Gianluca Sarandrea.