Quattro nomi e nessun commissario. Per la sanità calabrese arriva Emergency

Rosario Stanizzi
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AGI - Da una parte le mille polemiche sulla sanità, dall'altra le nuove elezioni regionali, in programma nei prossimi mesi, dopo la morte della governatrice Jole Santelli. In mezzo l'emergenza coronavirus che, dopo un periodo apparentemente tranquillo, fa registrare numeri preoccupanti, e che assieme ad un quadro ospedaliero abbastanza offuscato, disegna uno scenario davvero allarmante, da "zona rossa".

È una Calabria senza pace quella che si appresta ad affrontare la chiusura del 2020, anno in questa ragione particolarmente "nero". E la conferma arriva anche dall'analisi di Bankitalia, nel periodico rapporto sull'andamento congiunturale dell'economia: "Nella prima parte del 2020, l'economia calabrese è stata fortemente interessata dagli effetti della pandemia di Covid-19, con risultati negativi anche sul fronte dell'occupazione”. 

La sanità è nel caos: dopo l'infelice intervista del commissario Saverio Cotticelli, le dimissioni e la nomina di Giuseppe Zuccatelli, con l'immediata comparsa sui social di dichiarazioni sull'inutilità della mascherina e la conseguente rinuncia, si registra oggi anche la rinuncia dell'ex rettore della 'Sapienza', Eugenio Gaudio. Le polemiche non si fermano, mentre si torna a parlare dell'ipotesi Gino Strada. Quattro nomi, tante discussioni e polemiche, ma ancora nessun commissario.

L'accordo con Emergency

Alla fine è stato raggiunto un accordo tra l'Ong che fa capo a Gino Strada, e la Protezione Civile per "contribuire concretamente a rispondere all'emergenza sanitaria in Calabria". Secondo l'annuncio diffuso sui canali social di Emergency, il patto è stato siglato nel pomeriggio. "Inizieremo domani mattina (mercoledì, ndr) a lavorare a un progetto da far partire al più presto. Ringraziamo il Governo per la stima che ha dimostrato per il lavoro di Emergency e le tante persone che ci hanno dato fiducia, offrendo da subito il loro sostegno", si legge nel post.

L'accordo, si legge in una nota della Protezione Civile, riguarda l'attività negli ospedali da campo e nei Covid Hotel e triage ospedalieri. "Considerando l'evoluzione della situazione epidemiologica in atto si è ritenuto che l'Associazione Emergency possa contribuire a rispondere ad urgenti esigenze di assistenza socio-sanitaria alla popolazione" si legge nel comunicato. 

"Come la gestione di strutture ospedaliere campali o il supporto all'interno dei 'Covid Hotel', nonché nei punti di triage delle strutture ospedaliere". Già a partire dalla giornata di mercoledì, ha confermato la Protezione Civile, l'associazione sarà attiva sul territorio.

La manifestazione dei sindaci

Giovedì 19 novembre i sindaci calabresi manifesteranno a Roma (e le adesioni sono in continuo aumento) per chiedere "lo stop ai commissari ed alle scelte dall'alto e una concreta attenzione ai problemi atavici della sanità calabrese". Mentre il presidente facente funzioni della Regione, Nino Spirlì, ha usato la diretta Facebook per chiedere la fine dei commissariamenti e anche le dimissioni di Speranza. "Deve finire il commissariamento - ha detto - e deve dimettersi Speranza, che in questo momento sta mostrando una imbarazzante incapacità di gestione. Tutti i calabresi devono dire basta".

"Non è un pomeriggio di buone notizie - ha sottolineato Spirlì riferendosi alla rinuncia di Gaudio - si tratta di una grande delusione e un grande dolore. La giustificazione offende le nostre città. Si è creato un momento di imbarazzo. Siamo disponibili a una gestione unitaria condivisa col Governo, affinché la sanità sia amministrata dai calabresi. Noi non abbiamo attivo un piano attivo di emergenza Covid e chiarisco per l'ultima volta: siamo esclusi da 11 anni da questa gestione". 

Il ricordo della Santelli

Tutto questo mentre nei giorni scorsi il Consiglio regionale, nella sua ultima riunione della legislatura più breve della storia, con la presa d'atto della scomparsa della presidente Jole Santelli, morta a 51 anni per un malore dopo aver combattuto per anni con un tumore, si è fi fatto "congedato".

La seduta si è conclusa anche con l'approvazione della proposta di intitolazione della "Cittadella regionale", la sede della Giunta a Catanzaro, proprio alla Santelli, approvazione che è stata accompagnata da un applauso alla memoria della presidente.

Prima del "congedo", infine, commosso omaggio alla governatrice Santelli da parte dei consiglieri regionali della maggioranza di centrodestra, gli unici rimasti in aula visto che, ad eccezione del consigliere Flora Sculco, l'opposizione di centrosinistra aveva lasciato l'assemblea dopo l'approvazione del primo punto contestando la legittimità della seduta.

Di fatto la presa d'atto della scomparsa di Santelli determina lo scioglimento del Consiglio regionale, che potrà tornare a riunirsi soltanto per approvare atti urgenti e indifferibili, e il ritorno della Calabria al voto per le elezioni regionali. Sulla data, in piena pandemia, si è sviluppata una nuova polemica tra maggioranza e opposizione, e poi ci ha pensato il Governo a rinviare tutto ad una finestra tra febbraio e aprile del prossimo anno.

La scelta, ancora al centro di un polemico dibattito,  sembra essere quella del 14 febbraio (si attende il decreto del presidente facente funzioni, Spirlì), festa degli innamorati. E proprio di amore, in fondo, avrebbe bisogno la Calabria. Oppure di un miracolo che, però, tarda ad arrivare.