I quattro pilastri per raggiungere la sovranità digitale in Europa

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AGI - Norme e regolamenti, ricerca e sviluppo, finanziamenti e gare, istruzione e formazione. Sono questi i quattro punti chiave per far progredire la sovranità digitale europea. Quattro pilastri su cui questa mattina a Roma hanno trovato convergenza rappresentanti delle istituzioni, leader tecnologici e associazioni di categoria, riunitisi in occasione di una conferenza paneuropea organizzata da OVHcloud, multinazionale francese del cloud, nell'ambito della Presidenza Francese del Consiglio dell'Unione Europea 2022.

In particolare è emerso che l'Europa deve assumere una leadership più forte per guidare il proprio futuro digitale e rafforzare la propria sovranità tecnologica.

Per progredire verso un'ulteriore evoluzione, c'è stata concordanza su quattro pilastri fondamentali, da svilupparsi in tre fasi principali: breve termine (nei prossimi tre mesi), medio termine (fino alla metà del 2023) e lungo termine (dopo la metà del 2023).

In primo luogo, norme e regolamenti rappresentano la chiave per un ambiente condiviso, sicuro e fondato su principi, con regole uguali per tutti i player, in particolare per quanto riguarda la sovranità dei dati. Questo schema può rappresentare un primo esempio in grado di avere ricadute e influenze a livello globale, stabilendo regole che potrebbero essere seguite in tutto il mondo.

Ricerca e sviluppo: l'evoluzione dell'innovazione e il conseguimento della sovranità tecnologica è possibile stimolando ulteriormente la consolidata attività di ricerca e sviluppo europea. Un ulteriore rafforzamento sarà dato dalla fusione sinergica del settore pubblico e di quello privato, in un continuo rapporto di emulazione reciproca.

Il terzo punto è legato a finanziamenti e gare: erogare finanziamenti strategici, sostenibili e a lungo termine per contribuire alla nascita di veri e propri leader europei di respiro globale.

Ultimo pilastro: istruzione e formazione, che vuol dire garantire che i cittadini, i leader aziendali e le istituzioni siano in grado di compiere scelte sicure ed efficienti, che assicurino la sovranità digitale per tutti, attraverso una formazione e un'istruzione continue in tutte le fasi della loro vita e a tutti i livelli di competenza.

Sebbene il 70% del mercato europeo del cloud sia oggi appannaggio di 3 provider americani, l'Europa, è emerso dall'incontro, si trova in una posizione unica per stabilire un nuovo equilibrio e conseguirne il pieno valore in un mercato che dovrebbe superare per volumi quello delle Telecomunicazioni già nel 2027.

Imponendo questa accelerazione, il percorso definito dal Consensus di Roma sarà fondamentale per disegnare un'offerta cloud etica, supportata da comunità più forti.

Questo nuovo orizzonte deve essere reso possibile attraverso obiettivi sostenibili ambiziosi, forti responsabilità sociali, una solida conformità ai più alti livelli di certificazioni, promuovendo la crescita delle soluzioni digitali più promettenti come e-health, IoT, intelligenza artificiale, Quantum Computing, fino alle Smart city.

“Non dobbiamo affidare con leggerezza i nostri dati a chi non sappiamo come li utilizzerà - ha spiegato Franco Ongaro, Chief Technology and Innovation Officer di Leonardo, presente all'iniziativa - per questa ragione i quattro pilastri identificati in questa occasione sono ampiamente condivisibili e vanno implementati in tempi rapidi. Per realizzare questa sovranità digitale a cui aspiriamo non si può certamente prescindere dalla sovranità tecnologica".

"Quantum computing, Intelligenza Artificiale sono, ad esempio, tecnologie su cui puntare con forza, per permettere alle aziende europee di competere alla pari con i player extraeuropei, come ad esempio è accaduto nel settore aerospaziale, in cui ESA e NASA dialogano a un livello paritario”, conclude.

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