Quel tutorial di Detto Fatto che ci ha riportato indietro (calpestando anni di lotte femministe)

Di Monica Monnis
·4 minuto per la lettura
Photo credit: Stefania D'Alessandro - Getty Images
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From ELLE

Vedendo distrattamente qualche spezzone sui social, condiviso dalle pagine che prendono in giro il lato più trash della tv, ho pensato per un attimo che il video in questione fosse frutto di un taglia/cuci, un'estrapolazione di uno sketch più complesso in cui era stata omessa la parte della "morale" o il finale in cui partono le risate pre registrate per rendere meglio l'assurdità della cosa. L'idea era che il tutorial di Detto Fatto su come una donna dovrebbe fare la spesa per mostrarsi provocante e appetibile fosse intrisa di sarcasmo in una comicità alla Saturday Night Live o alla Ceccho Zalone per intenderci, in cui tutto è esasperato e "normalizzato" per rendere la presa in giro ancora più esagerata. Il pensiero che tutto ciò fosse andato in onda a ridosso della Giornata Mondiale contro la Violenza sulle donne, poi, non faceva altro che annoverare la mia tesi della "burla". Ignorando il campanello d'allarme ho continuato a scrollare Instagram fino a quando post dopo post, mi sono resa conto che no, non c'era stata nessuna omissione, e che no il siparietto messo in piedi da Bianca Guaccero & Co era tutt'altro che caustico ma una delle pagine più tristi della tv degli ultimi anni.

Bianca Guaccero che chiaramente non ha tutte le colpe ma ci ha messo la faccia, avrebbe potuto dissociarsi dalle scelte autoriali o provare almeno a evitare la frittata ma non ha avuto la prontezza e la lucidità di invertire la rotta. Il suo mea culpa è arrivato ieri sera con un post su Instagram in cui si è scusata "per la superficialità con cui è stata gestita questa situazione da parte di tutta la nostra squadra", ammettendo che “il tutorial in questione, doveva aderire a dei toni comici e surreali, da non prendere sul serio, ma che stavolta ci sono venuti male" e rivendicando il suo status di “donna e mamma single, che combatte ogni giorno per ciò in cui crede”. Un passo indietro necessario, visto il marasma scatenato praticamente ovunque prevalentemente sui social network con il proliferare di commenti sulla faccenda da parte di personaggi pubblici e politici ("Per quanto tempo dovremo continuare a raccontare le donne in modo finto, stereotipato, con i tacchi a spillo, le movenze sexy, sempre perfette, sirene o streghe?", il commento su twitter della ministra Teresa Bellanova ndr). Un boomerang che ha portato la Rai a sospendere il programma per prendersi una pausa di riflessione e imbastire un repulisti di cliché sessisti e misogini (e autori?) che abbondano nel programma del pomeriggio di Rai 2.

Lo show è sospeso in attesa "che si studi una programmazione che rispecchi una linea editoriale adeguata al messaggio del servizio pubblico", come fanno sapere dalla Rai, una scelta obbligata che ripercorre il percorso negli inferi di Paola Perego e il suo Parliamone sabato cancellato per l'approfondimento (agghiacciante) sulle donne dell'est nel 2017.
La gag assolutamente fuori luogo, imbarazzante e confezionata con musiche/luci e allestimenti intrisi di naftalina lascia confusi e interdetti su come possa essere proposto un simile cataclisma nel 2020. La pole dancer Emily Angelillo in minigonna e tacchi a spillo che fa oscillare i fianchi tra le corsie del supermercato tenendo il ginocchio teso, che insegna ad alzare la gamba per recuperare la farina nello scaffale più alto e "rendere un pochino più intrigante la situazione", che non divarica le gambe per raccogliere un pacco di patatine "per non essere volgare", è uno spettacolo che sarebbe risultato urticante persino in una puntata di Happy Days.

Non che da Detto Fatto, costruito principalmente su tutorial dedicati a casalinghe disperate degli anni '40 su come togliere le macchie con il bicarbonato, stirare le tende con il phon e cucinare ciambelloni in un trionfo di stereotipi e cliché antidiluviani, ci aspettassimo conversazioni impegnate sul revenge porn o sulla period poverty (in realtà argomenti "femminili" in perfetto target ndr), ma almeno la sensibilità di proporre un prodotto leggero e spensierato ma con linguaggi e immagini rispettosi, non discriminatori e non stereotipati nei confronti delle donne per non vanificare anni di battaglie femministe per l'emancipazione e l'uguaglianza. La puntata "dello scandalo", tra l'altro in onda nel giorno prima dell'International Day for the Elimination of Violence against Women, era interamente dedicata ai tacchi alti e sarebbe stato bello parlare di tutte quelle scarpe rosse che sono diventate da anni il simbolo delle vittime del femminicidio, così per dirne una.