Quella piazza è un sentimento. Le sardine non si fermano

Giuseppe Alberto Falci
Piazza Maggiore

Spontanea, inaspettata, organizzata quasi per caso, nella casa di quattro millennials, senza la macchina di un partito a ingrossare le truppe. Ecco, quella piazza è un sentimento.  “Piazza Maggiore così piena non si vedeva dai tempi del funerale di Lucio Dalla”, si spella le mani l’incredulo Mattia Santori, che è uno degli ideatori del flashmob, che ha surclassato, almeno stando ai numeri, il PalaDozza in versione leghista. Salvini versus sardine. Ma chi sono queste sardine, come nascono, da dove vengono? Circa una settimana fa Santori, trentaduenne, che al mattino fa il ricercatore e al pomeriggio l’istruttore di sport per bambini e disabili, si ritrova a casa con tre amici con i quali ha abitato per anni.

Eccoli, allora seduti attorno a un tavolo, mentre addentano un piatto di pasta. Eccoli, Santori, la toscana Giulia Trappoloni, la più giovane (29 anni, fisioterapista), l’ingegnere bolognese Roberto Morotti (31 anni) che lavora in uno studio e nel tempo libero si diletta a guidare laboratori creativi sul riciclo della plastica. E poi ancora Andrea Garreffa, che si è trasferito nel capoluogo emiliano-romagnolo all’età di sei anni, uno che grazie agli studi ha girato il mondo ed oggi fa la guida turistica. A un certo punto della cena Santori alza il dito e lancia una proposta: “Giovedì prossimo, ci sarà qui, a Bologna, Salvini, che ne pensate di lanciare un flash mob cercando di coinvolgere un po’ di persone attorno a un’idea diversa?”. Non è uno scherzo ma è nata così, giura Santori, l’idea di un flashmob “un po’ ironico, non troppo”, che ha come obiettivo quello di sconfiggere le presenze di Salvini al PalaDozza. Sì, proprio così.

 

 

I “quattro moschettieri”, li chiamano così, ricordano che il Capitano leghista l’ultima volta che radunò il popolo di via Bellerio a Bologna esultò parlando di “centomila partecipanti a Piazza Maggiore”. “Ma quale, è una bufala enorme”, ribatte Santori. Che assieme a tre...

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