"Quella pistola non doveva essere usata"

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AGI - L'uccisione di Halyna Hutchins sul set del film 'Rust' da parte dell'attore Alec Baldwin "è assurda, è una cosa inspiegabile": lo afferma all'AGI Toni D'Angelo, regista di alcuni film d'azione, tra cui 'Falchi' e 'Calibro 9'.

"Il pericolo delle armi su un set cinematografico non dovrebbe proprio esserci, perché le armi sono caricate a salve e ci sono professionisti che spiegano all'attore come si spara", continua D'Angelo, figlio del cantautore e attore Nino. "Da quando fu ucciso Brandon Lee sul set de 'Il Corvo' nel 1993, si giurò che non sarebbe mai più accaduta una cosa simile", quindi "non so cosa pensare. O è stata presa una pistola che non doveva essere utilizzata oppure è assolutamente inspiegabile".

Ma è possibile che i controlli non siano avvenuti a causa di un taglio ai costi della produzione?
"Se così fosse sarebbe una cosa gravissima. I produttori sono i primi responsabili e la prima cosa che si fa quando si gira una scena con l'uso delle armi da fuoco è la messa in sicurezza del set. Solo dopo si gira. Tanto più a Hollywood che è un'industria vera, anche se noi italiani, con il cinema degli anni Settanta, siamo stati un modello anche per loro come artigiani e siamo stati molto amati e copiati".    

Chi fornisce le armi per un film?
"Ci sono società dalle quali vengono noleggiate".

Sono quindi armi vere?
"Sì, ma caricate a salve. E su alcune è messo un puntino rosso sulla canna, proprio per indicare che sono caricate a salve. Altre, invece, non hanno questo puntino, perché la scena prevede l'inquadratura della canna, ma sono comunque caricate a salve".

E chi le gestisce sul set cinematografico?
"Gli armieri. Sono professionisti con il porto d'armi e sono loro i responsabili, insieme con i produttori, in caso di incidente. Ogni volta che si gira una scena che prevede colpi di arma da fuoco vengono chiamati. Sono loro a preparare le armi, dalle pistole ai kalashnikov. Sono meticolosissimi". 


Sono loro che istruiscono gli attori?
"Sì. Assieme a loro fanno delle prove tecniche con le cuffie. È tutto estremamente coordinato. Anche se si tratta di una scena in cui si spara soltanto verso l'alto".

Ma sono sono gli attori a sparare o le controfigure?
"Nel novanta per cento dei casi sono gli attori-atleti, cioè le controfigure. E in Italia abbiamo i migliori. Nei restanti casi è l'attore che spara. E si tratta di quelle scene in cui bisogna inquadrare il suo volto. Consideri che sono scene con tempi lunghissimi".

Chi coordina queste scene?
"Lo stunt coordinator. Il suo ruolo è quello di coordinare gli attori-atleti, sulla base delle indicazioni del regista".

Ci sono mai stati incidenti per l'uso delle armi su un set in Italia?
"Credo proprio di no. E aggiungo che rischia più di farsi male un macchinista cadendo mentre monta un proiettore, come purtroppo è già accaduto". 

Un'ultima curiosità: come fate per mostrare la fuoriuscita di sangue per un colpo di arma da fuoco?
"Utilizziamo un preservativo pieno di finto sangue: viene inserito sotto la camicia dell'attore 'colpito' e si fa scoppiare con un telecomando". 

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