Quella strage di cristiani in Nigeria che rischia di diventare normale

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AGI - Un rapporto pubblicato qualche giorno fa dall'ong umanitaria Comitato internazionale sulla Nigeria in collaborazione con l'Organizzazione internazionale per la costruzione della pace e la giustizia sociale rivela che nei primi 200 giorni del 2021 sono stati almeno 3.462 i fedeli cristiani uccisi: sempre nel medesimo documento si dice che secondo la World Watch List, il totale dei cristiani uccisi nel 2020 sono stati 3530, quindi, in sette mesi, saremmo solo a 68 in meno.

I protagonisti di questa carneficina sono tre gruppi fondamentalisti musulmani: Boko Haram, i guerriglieri fulani e, collusi con i primi due gruppi, poliziotti della sicurezza nazionale. Mentre Boko Haram è tristemente famosa, poco si sa dei guerriglieri fulani. Sono pastori, nomadi, che accompagnano mandrie di buoi gibbosi dalle lunghe corna dritte nel loro eterno peregrinare. In seguito alla guerra del Biafra, spiega qualcuno, ci fu la scellerata decisione di trasferire nel nord islamico della Nigeria, a quell'epoca già pieno di tensioni, famiglie e gruppi cristiani concedendo loro terreni, cosa che suscitò nei musulmani rabbia e paura di vedersi portare via i territori da quelli che loro considerano miscredenti.

A questi omicidi naturalmente si uniscono innumerevoli atti di violenza. Sempre secondo il rapporto citato, ci sarebbero trecento chiese distrutte, dieci sacerdoti uccisi, centinaia di ragazze rapite da istituti scolastici costrette a convertirsi all'Islam e a diventare schiave sessuali.

La punizione ideata dagli jihadisti per chi non si converte all'Islam è la morte, oppure essere violentati e sottoposti a raccapriccianti atti di tortura. Gli ultimi atti di questo genere di cui si hanno notizia sono dei primi di luglio quando 140 studenti sono stati rapiti dal liceo cristiano della Bethel baptist high school e dodici persone, tra cui bambini e adolescenti, sono stati sequestrati al National tuberculosis and leprosy centre hospital della cittadina di Zaria.

Questa terra, evangelizzata dai missionari irlandesi cent'anni fa, era stata per secoli pacifica. La convivenza senza tensioni tra religioni diverse era un fatto normale. Tutto ciò è cambiato a causa del fanatisimo. Sono presi di mira infatti non solo i cristiani ma anche i musulmani che non vogliono diventare integralisti.

Il rischio più grande è la rassegnazione. Di tutto questo non se ne parla, o se ne parla solo quando tra le vittime ci sono degli stranieri e in particolare degli italiani. Se l'interesse dei media si allenta il messaggio che viene dato indirettamente e in maniera subliminale è che tutto ciò non fa notizia perché è normale. E questa è la notizia più terribile di tutte.

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