Quelli che non dimenticano

Huffington Post

Anni di battaglie e scontri lasciano il segno, sono difficili da accantonare anche quando la cronaca vira in situazioni drammatiche, come la malattia. C'è quindi una prevalente aura di rispetto attorno all'aggravarsi delle condizioni di salute di Sergio Marchionne, costretto all'addio professionale da Fca dopo 14 anni di gestione intensa, vissuta e discussa dal mondo politico e sindacale. C'è però chi non dimentica.

Ha colpito molti a Torino la freddezza glaciale della dichiarazione della sindaca M5S Chiara Appendino. È stato notata, con disappunto, per l'umano distacco, nei confronti del lavoro svolto da Sergio Marchionne e per lo sguardo rivolto al futuro della città nella collaborazione con il nuovo Ceo Mike Manley. Il Corriere della Sera riporta perplessità e anche irritazione in ambienti vicino al Lingotto.

A far maggiormente discutere è la prima pagina del Manifesto, in edicola oggi, che dà il senso della rabbia di quella sinistra radicale che giudica Sergio Marchionne come il demonio e la esperienza in Fca come quello spartiacque che ha portato effetti regressivi sulla società e sul mondo del lavoro in Italia. "E così Fiat" titola il quotidiano comunista, che ritrae in foto Sergio Marchionne a capo chino. "Ha tolto diritti ai lavoratori e ha portato il gruppo dell'auto via dal Paese" si legge nella prima pagina. Sui social sono moltissime le critiche alla scelta editoriale del quotidiano, mentre la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni si dice "disgustata" dalla mancanza di rispetto.

Giorgio Airaudo, ex responsabile auto di Fiom-Cgil, spezza il silenzio dei metalmeccanici della Cgil. Al manager contesta di aver trasformato la Fiat "in un'azienda apolide, sradicata dall'Italia: il tutto nel plauso dei Governi", che "gli hanno permesso tutto, senza chiedere mai". Di converso "i risultati sono stati ottimi per gli azionisti. Gli Agnelli dovrebbero dedicargli un monumento". L'unica altra voce del mondo Fiom che si è espressa è quella del...

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