Quello che (ancora) non si vede: la Stasi frenetica di Artissima

Red
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Torino, 7 nov. (askanews) - Una mostra diffusa su tre sedi museali, all'insegna di un tema forse mai così attuale, "Stasi frenetica". E' la sezione di Artissima 2020 che avrebbe dovuto essere aperta al pubblico fisicamente, accanto alla ricca offerta in digitale della fiera torinese. Ma Torino oggi è una zona rossa e i musei sono chiusi, e con loro le esposizioni della Galleria d'arte moderna, del Museo d'arte orientale e di Palazzo Madama. Le opere, però sono pronte, gli spazi continuano a esistere al di là della nostra impossibilità di accedervi come pubblico, e allora ecco che, in attesa delle riaperture, si può intrecciare un racconto, diciamo così, preparatorio, nella consapevolezza che alla stasi attuale dovrà seguire una possibilità maggiore frenesia culturale.

"La mostra - ha spiegato ad askanews Ilaria Bonacossa, direttrice artistica di Artissima - è nata da un progetto collettivo, una call fatta da me alle gallerie sul tema di Artissima, Stasi frenetica, ma che parla di una società in continua accelerazione, ma che congelata nel non saper pianificare a lungo termine. Un tema che era nato prima dello scorso lockdown e che si è rivelato in maniera inquietante più attuale di quello che avremmo voluto".

L'attualità appunto, che ci insegue e a volte ci sommerge. Ma alla radice del termine c'è l'idea dell'atto, ossia del passaggio dalla potenzialità alla realtà, nonostante le condizioni difficili. E anche grazie a questo ribaltamento di prospettiva possiamo provare a entrare comunque nelle tre mostre, cominciando dalla GAM.

"Alla GAM - ci ha spiegato la direttrice - il tema della stasi frenetica viene raccontato per aree tematiche, le opere sono state divise secondo delle affinità elettive che facciano sentire al pubblico questa situazione da una parte carica di energia e dall'altra come congelata".

Le folle non ci sono, forse non ci saranno per lungo tempo. Ma l'arte è rappresentazione e in qualche modo, attraverso fotografie che hanno fatto la storia, un pubblico si compone, pronto per ibridarsi, anche a Palazzo Madama, con le persone reali, prima o poi. E nella storica sede espositiva di piazza Castello il clima che si respira è affascinante.

"L'atmosfera della corte - ha aggiunto Bonacossa - ha riunito delle opere con un senso di magia, di spirituale, che insieme aprono a questa visione della stasi frenetica diversa da quella visitata negli altri musei. Artisti giovani e artisti storici che lavorano con la forza di una carica rituale e spirituale".

Ma il contemporaneo è anche alimentato da una componente giocosa, nonostante i tempi, così al Mao la stasi frenetica ha preso la forma di un dialogo, per così dire, tutto da decifrare.

"Al Mao, Museo di arte orientale - ha concluso Ilaria Bonacossa - abbiamo presentato una serie di 12 opere, inserite nella collezione, creando una specie di caccia al tesoro tra l'arte contemporanea e le collezioni artistiche".

Insomma, la versione "acustica" di Artissima 2020 è, in questo momento, ancora più sottile, inedita, ovviamente complicata dalle circostanze. Ma esiste, in uno spazio che resta reale. In un atto culturale che non è solo fieristico, ma più che mai riguarda tutti noi.