Quello che Mo Farah non ha mai detto. "Separato dalla famiglia a nove anni"

Quello che Mo Farah non ha mai detto. "Separato dalla famiglia a nove anni"

Fu portato illegalmente in Gran Bretagna da Gibuti con il nome di un altro bambino. Le rivelazioni alla BBC del quattro volte campione olimpico Mo Farah portano alla luce le informazioni sul passato del 39enne originario della Somalia che come nessun'altro ha regalato così tanti ori nell'atletica leggera alla Gran Bretagna (impresa ottenuta vincendo i 5 mila e i 10 mila metri piani alle olimpiadi di Londra del 2012 e di Rio del 2016).

"Non sono la persona che pensate di conoscere", ha dichiarato il mezzofondista in un documentario dedicato alla sua vita. "La vera storia è che sono nato nel Somaliland, a nord della Somalia, come Hussein Abdi Kahin e diversamente da quello che che ho detto in passato, i miei genitori non hanno mai vissuto nel Regno Unito", ha continuato Mo Farah. L'atleta ha raccontato di essere stato separato dai suoi genitori all'età di nove anni durante la guerra civile che durò fino al 1991 nel Paese e di essere arrivato illegalmente nel Regno Unito con il nome di Mohamed Farah dopo aver viaggiato con una donna che non conosceva.

Nel documentario il campione olimpico,  ha ricordato le tristezze della sua infanzia, passata in una famiglia che non lo ha mai accettato e che lo ha costretto a tagliare tutti i ponti con la sua terra natia. "Avevo una lista con i contatti dei miei parenti, ma la donna che mi ospitava me l'ha strappata e l'ha buttata nel cestino. In quel momento ho capito che ero nei guai". Solo grazie all'atletica il giovane Mo Farah è riuscito a risollevarsi dagli anni più bui della sua vita passata lontano dai suoi cari. Una volta diventato noto nella comunità somala l'atleta è riuscito a rincontrare la sua madre naturale Aisha.

Mo Farah ha voluto lasciare la sua testimonianza per accrescere l'attenzione dell'opinione pubblica su un tema come quello del traffico di esseri umani. "Non credevo che ci fossero così tante persone a vivere tutto questo; io sono stato fortunato perché a salvarmi e a cambiarmi è stata l'atletica", ha continuato.

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