Quello che non torna nella ricostruzione di Conte sul Fondo Salva-Stati

Claudio Paudice
conte

Ci sono diversi buchi nella ricostruzione fatta dal premier Giuseppe Conte alla Camera e al Senato per dimostrare la sua costante interlocuzione con il Parlamento e la correttezza del suo operato nella duplice veste di presidente del Consiglio gialloverde e giallorosso. L’intervento è tutto volto a provare come le aule parlamentari siano state “sempre e costantemente aggiornate”, via via che la riforma del Fondo Salva-Stati prendeva forma nel periodo che va dal dicembre 2018 al novembre 2019. Breve sintesi delle tappe fondamentali del Mes: a fine 2018, l’Eurogruppo trova l’accordo di massima sulla riforma del trattato del Fondo Salva-Stati, e il successivo Eurosummit dei capi di Governo dà mandato ai ministri delle Finanze di redigere il testo entro giugno 2019. Così avviene, e in estate viene dato un consenso unanime alla bozza del nuovo Salva-Stati, nonostante i lavori sugli altri due pilastri dell’unione monetaria (uno striminzito bilancio dell’Eurozona e l’assicurazione sui depositi detto EDIS) siano ancora a carissimo amico.

La ricostruzione di Conte inizia dalle sue comunicazioni al Parlamento il 27 giugno 2018, alla vigilia della sua prima partecipazione a un Consiglio Ue. In quell’occasione, il premier ha affrontato in modo “esplicito” la riforma del Mes benché tema centrale fosse in quel periodo l’immigrazione. Qui annuncia i suoi propositi: “Siamo contrari ad ogni rigidità nella riforma del Meccanismo europeo di stabilità: soprattutto perché nuovi vincoli al processo di ristrutturazione del debito potrebbero contribuire proprio essi all’instabilità finanziaria, anziché prevenirla. Non vogliamo neppure pericolose duplicazioni con i compiti della Commissione europea per la sorveglianza fiscale”.

Nella sua ricostruzione, Conte rivendica: “In quel primo Eurosummit a cui ho partecipato, è stato inoltre deciso, con il sostanziale contributo dell’Italia, di continuare a lavorare alla riforma dell’Unione Economica e...

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