Questa bimba di 7 anni ha inventato un'app che farà la storia in fatto di lotta alla discriminazione

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Photo credit: FG Trade - Getty Images
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Piccole attiviste crescono e a volte è evidente come basti davvero poco per cambiare le cose e contribuire a un mondo migliore. Il resto sono solo scuse e ce l'ha ben dimostrato Morgan Bugg, una bambina di 7 anni che vive in Tennessee e si è da poco unita alla lotta contro la discriminazione di capelli afro, una delle tante forme di razzismo che si sta cercando di sradicare. "Se qualcosa ti fa soffrire, lamentati ma poi fai qualcosa per cambiarlo" e così è stato per l'alunna della scuola elementare Edmondson che è riuscita con il suo impegno, la sua intraprendenza e il supporto di un a brava insegnante a modificare l'app scolastica Freckles, usata per far esercitare i bambini in diverse materie. "Quando ho provato a costruire il mio avatar, mi sono accorta che non c'erano capelli da bambine nere", ha detto al Washington Post, "Mi sono sentita molto triste".

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La cosiddetta "hair discrimination" è la tendenza razzista a discriminare chi porta i capelli afro al naturale o con acconciature tradizionali dando per scontato che i capelli "normali" siano quelli delle persone bianche. Si va dal ritenere i capelli afro "poco ordinati" o "poco professionali", fino ad arrivare a chiedere ai dipendenti o agli alunni nelle scuole di portare i capelli in un certo modo. Si tratta di un retaggio coloniale che, nei decenni, ha spinto la popolazione afroamericana a sottoporsi a trattamenti piuttosto invasivi per lisciarsi i capelli, a indossare parrucche e a reprimere parte della loro cultura originaria. Nel 2019 la California è diventata il primo stato ad approvare il CROWN Act per rendere illegale la discriminazione dei capelli afro e da allora, il disegno di legge si sta diffondendo in tutti gli Stati Uniti. Nel luglio 2020, la Virginia è diventata il primo Stato del sud a introdurre il CROWN Act, la Louisiana sta facendo lo stesso (il disegno è passato in Senato) e, proprio in questi giorni, il Tennessee ha votato all'unanimità per approvare la legge. Pian piano il progetto di far passare il CROWN Act in tutti gli USA sta prendendo forma e questa è un'ottima notizia. Ma ora torniamo alla piccola Morgan.

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Quando la bambina si è accorta dell'impossibilità di modellare l'avatar di Freckles a sua immagine, ne ha parlato con la sua insegnante Kelley Anne Joyner. "Ho capito perché era arrabbiata", ha spiegato Joyner che si è offerta di scrivere ai gestori dell'app per chiedere di introdurre anche delle acconciature afro. Morgan allora disegnato alcune acconciature per accompagnare il messaggio, perché temeva che forse non sapessero bene "che aspetto hanno i capelli delle ragazze nere". Dopo una prima risposta automatica all'email di protesta, sono arrivate delle buone notizie: "Il nostro team ha recentemente aggiunto altre acconciature al Piggy Store di Freckle in base al tuo feedback!" ha scritto il servizio assistenza. Ma non è finita qui: Morgan ha anche ricevuto un messaggio speciale di ringraziamento da Ryan Blackwell, Chief Revenue Officer di Renaissance, la società che ha creato Freckle, app utilizzata da oltre 900.000 insegnanti in tutti gli Stati Uniti. "Abbiamo anche aggiunto ulteriori opzioni di capigliature, una sedia a rotelle, dei copricapo per gli studenti che preferiscono non mostrare i capelli e la possibilità per gli studenti di selezionare i colori della pelle e dei capelli per i loro personaggi", ha spiegato Renaissance al Washington Post. "Ho imparato che non devi essere per forza un adulto per spingere al cambiamento", ha detto Morgan. E questa è la lezione più importante.