Quest'articolo è su Francesca Donato, quindi è tempo perso

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Francesca Donato, Lega euro deputy and regional head of the economy, during the Lega conference, at the Nuova Dogana in Catania. Italy, Sicily, Catania, 02 October 2020 (Photo by Francesco Militello Mirto/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via Getty Images)
Francesca Donato, Lega euro deputy and regional head of the economy, during the Lega conference, at the Nuova Dogana in Catania. Italy, Sicily, Catania, 02 October 2020 (Photo by Francesco Militello Mirto/NurPhoto via Getty Images) (Photo: NurPhoto via Getty Images)

Applicando un sano distanziamento sociale, concetto per fortuna acquisito da gran parte degli italiani, ci sarebbe da raccontare con adeguato distacco le gesta dell’eurodeputata Francesca Donato, oltranzista leghista a tutto tondo, reginetta tv, professionista del lancio estremo d’agenzia, abilissima nella provocazione social del giorno.

Per restituire la velleitaria grandezza della versione palermitana di Mario Borghezio, altro recordman della specialità, basterebbe rievocare un flashmob personale contro il Mes a clacson spiegati (è pur sempre la presidente del fantomatico progetto Eurexit) che gli costò una memorabile identificazione della polizia in diretta facebook. Proprio dalla piattaforma “illiberale e repressiva” un giorno poi annunciò di staccare, perché il noto censore globale Mark Zuckerberg le bloccava i post.

L’addio fu breve, e oggi l’avvocato Donato è libera di postare i suoi interventi come l’ultimo, recentissimo, a “Di Martedì” dove la sua anima fieramente no vax si è accesa al cospetto del viceministro Piepaolo Sileri. Talmente efficace e costruttivo è stato il dialogo tra i due che a un certo punto il buon Sileri ha affermato “qualunque cosa io possa rispondere alla collega, è tempo perso”, certificando con malcelata malinconia che un confronto necessita della disponibilità ad ascoltare, e nella migliore delle ipotesi, cambiare opinione.

Ecco, non che sia proprio questo l’obiettivo dell’eurodeputata, si era un po’ capito. Semmai il metodo è un altro: puntare al bersaglio grosso, sul tema del momento, e sparare. Per dire, Mattarella fa un discorso sulla libertà messa in crisi da chi non si vaccina? Lei, che vorrebbe curare il Covid con le vitamine, si dice “sbigottita” e attacca: “Viola la Costituzione”.

Tanto le sta a cuore il tema delle libertà che non esita a giocare malamente con la tragica scritta sui campi di concentramento (“Il vaccino rende liberi”) meritandosi il richiamo dell’Auschwitz Memorial. Dimostrando altrettanta sensibilità definisce “credibile come una barzelletta”, l’invito all’immunizzazione di una famiglia sconvolta per la morte per Covid di un medico vaccinato loro caro.

“Sciocchezze, parli con i figli dei morti di Covid e poi torni in tv”, le ha detto senza giri di parole - sempre a La7, l’altra sera - Alessandro Sallusti. Lei, eternamente imbronciata, non s’è scomposta più di tanto, e ha continuato a strepitare di validissime contro-teorie scientifiche no vax, finendo per provare, questo sì scientificamente, che il ragionamento di Sileri andava perfezionato: “Qualunque cosa io possa dire alla collega, è tempo perso”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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