"Qui è guerra", il drammatico racconto dall'ospedale di Bergamo

Mda

Milano, 7 mar. (askanews) - Un accorato appello a uscire di casa "solo per le cose indispensabili" per non permettere che l'epidemia di Coronavirus si diffonda e porti gli ospedali a dover gestire un'emergenza sanitaria drammatica, come quella che stanno vivendo in questo momento molti ospedali della Lombardia. Lo ha lanciato sulla sua pagina Facebook il medico chirurgo Daniele Macchini dell'ospedale Gavezzeni di Bergamo "ai non addetti ai lavori" per raccontare "cosa stiamo vivendo a Bergamo in questi giorni di pandemia da Covid-19".

"Capisco la necessità di non creare panico - scrive il medico - ma quando il messaggio della pericolosità di ciò che sta accadendo non arriva alle persone e sento ancora chi se ne frega delle raccomandazioni e gente che si raggruppa lamentandosi di non poter andare in palestra o poter fare tornei di calcetto rabbrividisco. Capisco anche il danno economico e sono anch'io preoccupato di quello. Però, a parte il fatto che stiamo letteralmente devastando anche dal punto di vista economico il nostro SSN, mi permetto di mettere più in alto l'importanza del danno sanitario che si rischia in tutto il paese e trovo a dir poco "agghiacciante" ad esempio che non si sia ancora istituita una zona rossa già richiesta dalla regione, per i comuni di Alzano Lombardo e Nembro (tengo a precisare che trattasi di pura opinione personale)".

Macchini parla di una "situazione a dir poco drammatica. Non mi vengono altre parole in mente. La guerra è letteralmente esplosa e le battaglie sono ininterrotte giorno e notte. Uno dopo l'altro i poveri malcapitati si presentano in pronto soccorso. Hanno tutt'altro che le complicazioni di un'influenza. Piantiamola di dire che è una brutta influenza. E ancora: "Uno dopo l'altro i reparti che erano stati svuotati, si riempiono a un ritmo impressionante. I tabelloni con i nomi dei malati, di colori diversi a seconda dell'unità operativa di appartenenza, ora sono tutti rossi e al posto dell'intervento chirurgico c'è la diagnosi, che è sempre la stessa maledetta: polmonite interstiziale bilaterale".

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