Quirinale: Ceccanti, 'Draghi eletto al Colle scenario costituzionale problematico'

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Roma, 16 dic. (Adnkronos) – Che cosa succede se il premier Mario Draghi viene eletto presidente della Repubblica? "Il presidente del Consiglio appena eletto presidente della Repubblica è di fatto costretto a dimettersi: sono due cariche su cui va segnata una cesura. Non c'è la decadenza, ma una logica per cui deve dimettersi subito". Così il capogruppo Pd in Affari Costituzionali, Stefano Ceccanti, a Radio Radicale sui passaggi nel caso in cui il premier Draghi venisse eletto capo dello Stato.

Una volta dimesso, "andrebbe seguito il criterio della legge 400: il premier viene sostituito dal ministro più anziano, in questo caso Brunetta che sarebbe però un sostituto, non un nuovo governo". E se vi fossero dei vicepremier? "In quel caso, il sostituto sarebbe il vicepremier più anziano se sono più di uno oppure il vicepremier se è uno solo. In questo governo non ve ne sono e quindi toccherebbe al ministro Brunetta".

Se si andasse oltre il 3 febbraio – data in cui scade il mandato di Mattarella – nelle mani di chi giurerebbe il neo capo dello Stato Draghi? "Se si andasse oltre il 3 febbraio, ci sono tesi diverse: o Mattarella in prorogatio -tesi che preferisco- oppure scatta la supplenza del presidente del Senato". Non c'è insomma una norma precisa su questo e Ceccanti osserva come "in queste settimane si è parlato della rielezione di Mattarella come una cosa anomala e fosse normale invece spostare chi sta a palazzo Chigi al Quirinale e invece la vera cosa che fa scattare problemi costituzionali è proprio questa e non a caso non c'è mai stata. E' uno scenario costituzionalmente molto problematico perchè ci sono tesi giuridiche diverse".

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