Quirinale: Ceccanti, 'non escluso che dovremo chiedere a Mattarella di restare'

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Roma, 20 mag. (Adnkronos) – "Ritengo che le parole pronunciate da Sergio Mattarella rappresentino una manifestazione di una volontà autorevole del Presidente che non si considera candidato a succedere a se stesso, ma occorrerà vedere quale sarà la situazione politica e la posizione dei partiti al momento della votazione per il Quirinale". Lo dice Stefano Ceccanti del Pd a Affaritaliani.it.

"Potrebbe esserci una situazione di blocco che potrebbe far emergere la necessità di richiedere una nuova disponibilità al Presidente Mattarella. Si tratta di un'eventualità che non si può escludere a priori". Sull'ipotesi di Draghi Capo dello Stato, Ceccanti sottolinea: "Esiste un cronoprogramma di riforme molto stringente e molto intenso che abbraccia vari anni, tutto il 2022 e parte del 2023. Tutto ciò è difficilmente conciliabile con uno scioglimento anticipato delle Camere che renderebbe problematica l'attività parlamentare per diversi mesi. Il problema dell'eventuale candidatura di Draghi al Quirinale è legato a come poter garantire comunque un'ordinata prosecuzione della legislatura fino alla sua scadenza naturale".

Ipotesi bipartisan come Marta Cartabia, ministro della Giustizia, o il Pd avrà un proprio candidato, ad esempio Dario Franceschini o Graziano Delrio? "E' difficile poterlo dire ora, visto che le forze politiche sono impegnate in una competizione amministrative nelle principali aree metropolitane che non favorisce l'emergere di intese almeno fino a ottobre", spiega Ceccanti. "Potrebbero esserci varie ipotesi di accordi, che però non usciranno prima delle elezioni comunali". E infine la proposta di Antonio Tajani, vice-presidente di Forza Italia, di eleggere Silvio Berlusconi presidente della Repubblica. "Mi sembra surreale", risponde il deputato e costituzionalista del Pd.