Quirinale: Ceccanti (Pd), 'ripropongo voto a distanza, ma sono pessimista'

·1 minuto per la lettura
default featured image 3 1200x900
default featured image 3 1200x900

Roma, 29 dic. (Adnkronos) – "La presenza di impedimenti" legati all'epidemia "possono creare problemi seri al raggiungimenti del quorum, immaginiamo la situazione -non impossibile- con il 10% dei componenti impedito" a partecipare al voto, "il raggiungimento del quorum nelle prime tre votazioni potrebbe diventare impossibile". Così Stefano Ceccanti, capogruppo Pd in commissione Affari Costituzionali, a Radio Radicale.

"La cosa più forte che si potrebbe pensare è far votare i deputati dalla Camera: una parte dall'emiciclo, una parte in tribuna, altri in Transatlantico, altri nelle commissioni parlamentari. I senatori potrebbe votare dalla stanze di palazzo Madama e poi i 58 delegati regionali potrebbero essere distribuiti tra Camera e Senato. Una cosa minimale potrebbe essere una forma di voto a distanza ai soli impediti, in quanto ammalati, in modo da non falsare la votazione".

Che si possa fare "sono pessimista, vista la reazione di totale chiusura" sul voto a distanza nei tempi del lockdown. Non ho parlato con il presidente Fico, ma è stata posta una questione simbolica e cioè che il voto va fatto nell'aula. Ma non ci sono ostacoli tecnici".

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli