**Quirinale: Celotto, 'con premier al Colle ingorgo istituzionale senza precedenti'** (2)

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(Adnkronos) – L'unico riferimento normativo esistente da cui si possa partire è l'articolo 8 della legge 400/1988, che disciplina l'attività del Governo e l'ordinamento della presidenza del Consiglio. "In caso di assenza o impedimento temporaneo del presidente del Consiglio, la supplenza -si legge nella disposizione- spetta al vicepresidente o, qualora siano nominati più vicepresidenti, al vicepresidente più anziano secondo l’età. Quando non sia stato nominato il vicepresidente del Consiglio dei ministri, la supplenza spetta, in assenza di diversa disposizione da parte del presidente del Consiglio, al ministro più anziano secondo l’età".

Finora nella storia repubblicana è accaduto che vicepresidenti del Consiglio o ministri anziani siano stati chiamati a presiedere il Consiglio dei ministri, ma non si ricordano casi di assenza o impedimento di un premier tali da richiedere sostituzioni prolungate nel tempo. Né, come detto, mai presidenti del Consiglio in carica sono stati eletti alla Presidenza della Repubblica. "E non è previsto in nessuna norma -ribadisce Celotto- cosa accada qualora l'assenza o l'impedimento dipendano da dimissioni per l'elezione a Capo dello Stato".

Difficile pensare ad una crisi di governo lampo gestita dal Presidente della Repubblica uscente e alla nascita immediata di un altro esecutivo che comunque si dimetterebbe non appena insediato il nuovo inquilino del Colle. Anche se sarebbe inedito il caso di dimissioni di un premier uscente formalmente accettate senza la nomina contestuale del successore.