Quirinale, Crippa a gruppo M5S: sul tavolo continuità Governo

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Roma, 11 gen. (askanews) - Si è conclusa senza scossoni di rilievo l'assemblea dei deputati del Movimento 5 stelle, in vista della "congiunta" con i senatori convocata per mercoledì sera alla presenza del leader Giuseppe Conte: all'ordine del giorno l'elezione ormai prossima del presidente della Repubblica. In apertura di riunione il capogruppo Davide Crippa aveva parlato di "stallo" in corso nell'interlocuzione con le altre forze politiche, e lanciato un appello ai deputati perché riducano i contatti sociali per ridurre il rischio di contagi da Covid 19, in modo da poter garantire il massimo delle presenze in questo passaggio cruciale. Nelle sue conclusioni ha sottolineato che nella partita per il successore di Sergio Mattarella "la continuità del governo è da mettere sul piatto. Abbiamo fatto uno sforzo - ha spiegato, secondo quanto racconta chi ha preso parte all'assemblea - per entrare nel governo, adesso bisogna ancora lavorare sul Pnrr seconda parte e la gestione dell'epidemia". I cittadini "non capirebbero uno stop per il voto anticipato. Noi - ha ricordato Crippa - chiediamo lo scostamento di bilancio, si dovrebbe fare dopo l'elezione del presidente della Repubblica, sarebbe impossibile se cadesse il governo".

Nel corso dell'assemblea di martedì sera molte le critiche alle "fughe in avanti" dei colleghi senatori (rei di aver fatto filtrare una larga preferenza per l'elezione di Sergio Mattarella per un secondo mandato al Quirinale). In serata si sono riuniti anche i senatori, ma le tensioni fra i 5 stelle di palazzo Madama, sfociate nella diffusione a mezzo stampa delle trascrizioni di alcune chat interne, hanno lasciato il posto, racconta un eletto, alle questioni organizzative legate al lavoro parlamentare del gruppo.

Alla Camera pochi gli interventi dei "big". L'ex ministro Vincenzo Spadafora, che in passato non ha lesinato critiche ai vertici, ha spiegato di condividere la scelta di delegare le trattative sul Quirinale a Conte e ai direttivi e di essere contento per l'attivazione di una "cabina di regia allargata. L'assemblea parlamentare - ha sottolineato - non deve dare nomi ma parametri e limiti". In particolare bisogna ricordarsi che "siamo nel Governo per l'emergenza pandemia e il Pnrr, quindi non dobbiamo andare a elezioni anticipate, non va bene Draghi al Colle". Per Spadafora i nomi si possono fare, ma solo di quelli "indigesti al gruppo, gli invotabili". Infine, è stato l'appello dell'ex ministro del governo Conte, "evitiamo cose radicali come voto online oppure la pregiudiziale 'una donna o niente'". Altra ex esponente governativa stellata, Giulia Grillo si è detta d'accordo con Spadafora. "Draghi - ha osservato - sembra troppo ambizioso, nella seconda parte del suo governo sta rendendo meno, la situazione è diversa rispetto all'anno scorso. Ha già un ruolo importante".

Fra i più critici coi colleghi del Senato sul tema "Mattarella bis" si sono segnalati nel corso della riunione Filippo Scerra e Francesco Berti, che ha chiesto di tutelare i malati (vista l'ondata di contagi da Covid 19) chiedendo di organizzare il voto a distanza. Pareri discordanti sul voto degli iscritti M5S sulla scelta da compiere per il Quirinale: se Spadafora è per il no, Marco Bella ha proposto di farli partecipare tramite piattaforma, "almeno a livello consultivo e non vincolante". Contrario subito dopo Alessandro Melicchio: si può fare, ha spiegato, solo se siamo ininfluenti, "meglio valutare una mossa per rafforzare Conte sui tavoli della trattativa". Trattativa che Aldo Penna ha chiesto di affidare appunto all'ex presidente del Consiglio rinnovandogli la fiducia dei gruppi. Anche Davide Zanichelli si è detto contrario al voto degli iscritti, "però - ha proposto - si può trovare un modo per coinvolgerli o spiegare loro perchè non li consultiamo".

Altro tema toccato: una presidente della Repubblica donna, caro fra le altre a Patrizia Terzoni e Federica Daga. Qualcuno si è esercitato sui nomi: Giuseppe D'Ippolito, ad esempio, ha precisato che non vuole Silvio Berlusconi; "Non lo voterò mai", ha anticipato.

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