Quirinale, il costituzionalista Marini: "Senza maggioranza 'prorogatio' Mattarella o Casellati in supplenza"

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Roma, 11 gen. (Adnkronos) – L'emergenza sanitaria potrebbe avere delle ricadute sulla vita istituzionale rispetto alla partita del Quirinale aprendo a scenari del tutto inediti: il dilagare dei contagi non risparmia infatti gli elettori del presidente della Repubblica e le procedure elettorali potrebbero protrarsi oltre la scadenza del mandato del presidente Mattarella. Cosa succede dunque se non si raggiunge la maggioranza entro il termine di scadenza del settennato, il prossimo 3 febbraio, anche considerato che il virus potrebbe mettere fuori gioco i parlamentari?

"L'ipotesi che non si raggiunga la maggioranza per consentire la successione a Mattarella entro il 3 febbraio, cioè entro la fine del settennato del Presidente in carica, non si è mai verificata. Se dovesse accadere, la Costituzione è interpretabile in due direzioni: sia nel senso che il Capo dello Stato può restare in 'prorogatio', sia nel senso che la continuità venga assicurata attraverso la 'supplenza' della presidente del Senato, dunque attraverso la presidente Casellati. La Costituzione prevede, infatti, che in tutti i casi nei quali il Presidente della Repubblica non possa adempiere alle sue funzioni, queste ultime sono esercitate dal Presidente del Senato, e la scadenza del mandato potrebbe farsi rientrare in quest’eventualità", con l’effetto che, seppur provvisoriamente, le funzioni di Capo dello Stato le svolgerebbe Maria Elisabetta Alberti Casellati. Ne parla con l'Adnkronos il costituzionalista Francesco Saverio Marini, professore di Diritto pubblico presso l'università di Roma Tor Vergata e vice presidente del Consiglio di presidenza della Corte dei conti.

Chi decide tra le due possibilità, prorogatio o supplenza? "Anche questo è controverso. Verosimilmente sarà il presidente della Repubblica in scadenza ad interpretare la Costituzione ed a decidere, anche coinvolgendo il presidente del Senato. Sono, tuttavia, soluzioni oggettivamente problematiche che si dovrebbero evitare. In questa prospettiva è assolutamente impensabile prospettare proroghe di fatto del Presidente della Repubblica in carica attraverso votazioni deserte o rinvii a lungo termine delle successive votazioni", risponde.

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