Quirinale: la non rieleggibilità, dal confronto Togliatti-Moro ai tentativi della Bicamerale (2)

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(Adnkronos) – Con la stesura definitiva della Carta costituzionale fu quindi consentita la rielezione, ipotesi finora verificatesi una volta sola, nel 2013 con la conferma al Quirinale di Giorgio Napolitano. Tuttavia in Assemblea costituente, il 24 ottobre del 1947, fu introdotto il cosiddetto semestre bianco, per evitare che il Presidente in carica, avvalendosi del potere di scioglimento delle Camere, potesse in qualche modo influenzare una sua conferma.

"E' stata approvata la disposizione -spiegò il deputato comunista Renzo Laconi, autore della proposta- che in caso di scioglimento delle Camere, i poteri del Presidente sono automaticamente prorogati. Se noi a questo punto non stabilissimo un certo limite nella facoltà del Presidente, riguardo allo scioglimento delle Camere, il Presidente della Repubblica avrebbe la possibilità di fare un piccolo colpo di Stato legale, e cioè potrebbe sciogliere le Camere per avere prorogati i poteri e avvalersi di questo potere prorogato per influenzare le nuove elezioni".

"Se domani il Presidente della Repubblica -ribadì Laconi- allo scadere del suo mandato, si trovasse con due Camere le quali in modo evidente non gli fossero favorevoli, egli potrebbe benissimo sciogliere le Camere e prorogare i suoi poteri per avere nuove Camere che potrebbero essere a lui più favorevoli".

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